LUCA PALTENGHI

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Consiglio comunale

PostHeaderIcon Videosorveglianza comunale: quali le basi legali?

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Magliaso, 30 novembre 2013

Onorevole signor Sindaco,

onorevoli signori Municipali,

Da qualche tempo l’ecocentro comunale è dotato di tre telecamere posizionate all’entrata dello stesso, presumibilmente quale deterrente al deposito selvaggio di rifiuti durante le ore di chiusura, un principio senz’altro condivisibile.

Dopo una verifica della legislazione comunale presente sul sito, che si presume completo, non abbiamo constatato la presenza di un Regolamento specifico sulla videosorveglianza, né la presenza di un semplice articolo in un altro Regolamento o Ordinanza.

A fine 2009, rispondendo all’interrogazione 317.09 dell’allora deputato socialista Manuele Bertoli e cofirmatari, il Consiglio di Stato indicava quanto segue in merito alla videosorveglianza:

  • Per essere lecita, la videosorveglianza deve fondarsi su una base legale. Generalmente è richiesta una legge in senso formale, quindi una normativa emanata dall'organo legislativo suffragata dal consenso democratico (diritto di referendum), che disciplini la materia perlomeno nei suoi elementi essenziali. Secondo questa impostazione, il principio della videosorveglianza a livello comunale dovrebbe quindi essere stabilito da un regolamento comunale, oppure fondarsi su una norma del diritto cantonale, di rango formale.
  • In caso di restrizione grave dei diritti fondamentali la base legale che regge la videosorveglianza dev'essere sufficientemente trasparente e precisa e indicare almeno gli elementi seguenti, riservata una loro puntualizzazione in sede di normativa d'applicazione:

- lo scopo della videosorveglianza,

- quale organo è responsabile dell'elaborazione dei dati,

- l'oggetto, le modalità e i tempi della videosorveglianza,

- l'indicazione se le riprese sono registrate e, in caso affermativo, la durata della conservazione dei dati,

- chi può utilizzare le videoregistrazioni, a quale scopo, a quali condizioni e in che modalità, anche per quanto riguarda l'eventuale comunicazione delle informazioni a terzi.

  • In caso di restrizioni non gravi dei diritti fondamentali può essere sufficiente inserire questi elementi in una normativa di rango inferiore alla legge, purché esista un riferimento (più o meno generico) in una base legale formale.

Nella stessa risposta del Consiglio di Stato, si riprendevano alcune considerazioni dell’Incaricato cantonale della protezione dei dati tra cui la seguente:

  • Per quanto riguarda i Comuni la situazione attuale può essere mantenuta, perché è conforme all'ordinamento costituzionale vigente: in virtù della competenza residua essi rimangono competenti in materia e, se intenzionati ad impiegare la videosorveglianza sul proprio territorio giurisdizionale, devono dotarsi di una specifica base giuridica formale, ossia di una disposizione in un regolamento comunale esistente o di un regolamento comunale ad hoc. In definitiva, si può concludere per lo statu quo, nel senso che non occorre una base legale quadro cantonale per risolvere la questione comunale.

Il Consiglio di Stato rilevava poi che circa una ventina di comuni erano all’epoca dotati di un sistema di videosorveglianza (ad oggi dovrebbero essere almeno una quarantina) e che non tutti si erano dotati di una base legale; esso si sarebbe però mosso tramite i servizi competenti per richiamare i comuni all’adozione di una base legale.

Il 25 gennaio 2010, Manuele Bertoli e cofirmatari presentavano un’iniziativa parlamentare generica volta all’introduzione nella legislazione cantonale di norme per la videosorveglianza negli spazi pubblici, pur mantenendo l’autonomia comunale. Allo stato attuale, tale iniziativa non è ancora stata evasa.

Le indicazioni provenienti direttamente dal Consiglio di Stato indicano chiaramente come anche a Magliaso sia opportuno che il sistema della videosorveglianza su suolo comunale sia retta da una base legale formale (Regolamento comunale), specificato poi da un’ordinanza

Giova ricordare che l’art. 6 cpv. 1 della Legge sulla protezione dei dati personali (LPDP) prescrive che “[i] dati personali possono essere elaborati qualora esista una base legale o se l’elaborazione serve all’adempimento di un compito legale”.

Alla luce di questa premessa, avvalendoci della facoltà data dagli art. 65 LOC e 27 ROC, sottoponiamo al lodevole Municipio la seguente

Interrogazione

1.  Su quale base legale si è fondato per l’introduzione della videosorveglianza all’ecocentro comunale?

2.  Se non si è basato su alcuna base legale, per quale motivo?

3.  Alla luce della risposta del Consiglio di Stato citata e della LPDP, intende dotarsi al più presto di un Regolamento comunale in materia?

4.  Ritiene utile l’introduzione della videosorveglianza anche in altri luoghi nel comune, nel rispetto comunque del principio di proporzionalità?

Ringraziando per l’attenzione, porgiamo cordiali saluti.

Per il Gruppo Lega-UDC-Ind.

Luca Paltenghi

Daniele Bernasconi Marco Burkhard Paola De Gaudenzi

 

PostHeaderIcon Magliaso deve aderire allo studio strategico

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Ho letto su questo giornale le prime impressioni del Sindaco di Magliaso Roberto Citterio sull'interrogazione del Gruppo Lega-UDC-Ind. che chiede di aderire allo studio strategico dei comuni della sponda destra della Magliasina.

Le sue parole preannunciano già che il Municipio risponderà negativamente, perdendo la preziosa occasione di sentire i desideri della popolazione, degli attori del tessuto socio-economico locale e di avere una visione a lungo termine su quanto ci attende nei prossimi anni.

Secondo il parere del Sindaco, Magliaso starebbe bene da solo perché offrirebbe già ottimi servizi. Un punto di vista che non tutti condividono, se pensiamo alle richieste di estensione degli orari d'apertura dell'ecocentro comunale o all’ammissione dello stesso Municipio che in una risposta ad un'interpellanza riconosceva l'impossibilità con l’attuale effettivo di personale di accogliere tutte le richieste che provengono dai banchi del legislativo e dai cittadini. Anche la costruzione di un nuovo edificio scolastico in sostituzione dell'attuale palazzo ultracentenario, tema sbandierato in campagna elettorale, viene tenuta in sospeso, nonostante le finanze permettano un investimento simile.

A proposito di finanze, se oggi la situazione è buona, grazie soprattutto ai pochi progetti di rilievo, non è scontato che lo sarà anche in futuro: i continui trasferimenti di competenze e di oneri dal Cantone, porranno i piccoli comuni come il nostro di fronte a scelte difficili.

Lo studio strategico non preclude nessuna possibilità e non obbliga nessuno ad un'aggregazione. Aderiamo quindi con coraggio a questo studio per il bene della popolazione, senza doverci pentire in futuro di esserne rimasti fuori!

 

PostHeaderIcon Interrogazione - Studio strategico Malcantone ovest: non restiamo a guardare!

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Magliaso, 30 novembre 2013

Onorevole signor Sindaco,

onorevoli signori Municipali,

Recentemente il Consiglio di Stato ha messo in consultazione fino al 10 marzo 2014 il Piano cantonale delle aggregazioni (PCA), il quale inserisce Magliaso in un ipotetico comune Malcantone Ovest.

Nove comuni su undici della sponda ovest della Magliasina si stanno già muovendo da tempo in maniera indipendente per commissionare uno studio strategico (non aggregativo!) volto ad approfondire gli scenari migliori tra un’aggregazione, una maggiore sinergia tra di essi e il proseguimento sulla via indipendente. Tale studio ha il pregio di coinvolgere fin da subito la popolazione e i principali attori del tessuto sociale ed economico locale, raccogliendo i loro pareri e facendo il punto sulle loro necessità.

Questo gruppo di comuni, coordinato da Piero Marchesi, Sindaco di Monteggio, e Mirja Andina, Municipale di Croglio, aveva invitato fin da subito anche i Municipi degli altri comuni del Malcantone alla prima riunione informativa. Il Municipio di Magliaso non aveva dato seguito all’invito. Dalle nostre informazioni, il gruppo è comunque ben disposto ad allargare il proprio studio strategico anche a Magliaso, alla luce della riorganizzazione prevista nel PCA, qualora il comune fosse interessato.

Interpellato in merito al PCA, il Sindaco di Caslano ha risposto “perlomeno hanno lasciato Magliaso nella nostra zona”, segno dell’importanza che rivestirebbe il nostro comune nel Malcantone ovest.

La posizione scettica sulle aggregazioni comunali (ed anche su un solo studio “esplorativo”) del Municipio di Magliaso è ben riassunta nel preavviso municipale del
19 luglio 2013 alla mozione presentata dal nostro Gruppo il 4 febbraio 2013 in merito ad uno studio sulla tematica.

Alla luce di questa premessa, avvalendoci della facoltà data dagli art. 65 LOC e 27 ROC, sottoponiamo al lodevole Municipio la seguente

Interrogazione

  1. Per quale motivo non ha ritenuto di accogliere l’invito non ad aderire, bensì solo a partecipare alla riunione informativa sullo studio strategico tra i comuni della sponda ovest della Magliasina?
  2. Data l’importanza del tema e dell’influenza diretta che un’aggregazione o una non aggregazione avrebbero sul cittadino, intende rendere pubbliche tramite il proprio sito internet e la stampa le risposte che darà alla consultazione sul PCA? Se no, per quale motivo?
  3. In caso di risposta negativa, intende trasmettere perlomeno ai Consiglieri comunali le proprie considerazioni sul PCA? Se no, per quale motivo?
  4. Al di là della propria posizione contraria ad un’aggregazione per Magliaso, non ritiene che sarebbe perlomeno utile partecipare allo studio strategico dei comuni della sponda ovest della Magliasina, anche per avere riscontri concreti sul tema da parte della popolazione e non basarsi solo su supposizioni? Se no, per quale motivo?

Ringraziando per l’attenzione, porgiamo cordiali saluti.

Per il Gruppo Lega-UDC-Ind.

Luca Paltenghi

Daniele Bernasconi Marco Burkhard Paola De Gaudenzi

 

PostHeaderIcon Un immobilismo preoccupante

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Regolarmente politici di ogni colore lanciano appelli ai giovani ad interessarsi alla cosa pubblica: cinque anni fa ha raccolto questo invito e dall’anno scorso siedo in Consiglio comunale a Magliaso. Anche qui sento inviti ai giovani a votare e ad entrare in politica. Purtroppo queste restano spesso parole dette per farsi belli ma non sentite davvero.

La realtà è infatti un’altra. Spesso un giovane siede in CC solo per alzare la mano e votare come chiede il partito, senza avere diritto di parola, ufficialmente perché deve prima capire i meccanismi. In realtà, per poter parlare deve pensarla come i “grandi”.

Ho la fortuna di far parte di un gruppo che dà spazio a tutti i suoi membri; purtroppo dall’esterno si cerca di tarparci le ali. Ecco due esempi di un immobilismo politico preoccupante, di un’opposizione sistematica senza alcuna giustificazione se non quella che la proposta non arriva da un partito storico ma da un’area politica scomoda, cioè dal gruppo Lega-UDC-Indipendenti. Si tratta di proposte per niente ideologiche, ma dettate dalla sola volontà di agire per il cittadino.

In applicazione della legge sull’informazione e sulla trasparenza, abbiamo chiesto di informare i cittadini sulle principali decisioni prese dal CC e dal Municipio, tramite comunicati stampa o pubblicazione agli albi e sul sito di un estratto delle risoluzioni municipali, naturalmente senza i dettagli sulla votazione. Ciò avviene già in numerosi comuni. Ebbene, il Municipio rispondeva che il cittadino non chiede una maggiore informazione, che si accontenta di delegare il proprio potere a chi amministra il comune, che è preferibile una divulgazione mediatica di basso profilo e che i problemi vanno risolti in casa propria. Inoltre, ciò comporterebbe del lavoro aggiuntivo eccessivo per gli impiegati del comune, che magari non hanno nemmeno le conoscenze tecniche del web per mettere in pratica le nostre richieste: “Non si può pensare e pretendere che si possa fare fronte a tutte le possibili richieste e desideri nell’ambito amministrativo-gestionale che giungono dai banchi del Legislativo o dal singolo cittadino”!

Il secondo esempio riguarda i giovani votanti. Il progetto Easyvote della Federazione dei Parlamenti dei giovani ad ogni votazione elabora un libretto di spiegazioni semplificate, destinato ai giovani fino ai 25 anni. Ogni comune può abbonarsi a questo servizio alla modica cifra annuale di CHF 2.90 per giovane e inviare il libretto assieme al materiale di voto. Abbiamo quindi chiesto di prendere in considerazione questa possibilità. Pur dandoci ragione sulla necessità di portare i giovani alle urne, dimostrata anche tramite delle statistiche sulle votazioni 2013 che indicano come solo un giovane del comune su tre vada a votare, il Municipio ha bocciato la proposta, senza giustificazioni, se non menzionando vagamente che esistono già i libretti informativi della Confederazione o del Cantone e che internet offre molte possibilità di informarsi. Perché non tentare comunque con Easyvote? Un solo giovane in più che vota sarebbe un successo! Purtroppo, rispondere negativamente è sempre più facile che fare qualcosa di concreto!

Non condivido la proposta di limitare gli anni delle cariche politiche, ma sono convinto che dopo un certo numero di anni la spinta propositiva di un politico si esaurisca, com’è normale che sia, e che a quel punto egli debba lasciare spazio a forze fresche, non tanto in termini di età quanto di voglia di fare e di portare proposte nuove.

Pubblicato sul Corriere del Ticino del 2 dicembre 2013

 

PostHeaderIcon Grande successo per la serata del gruppo Lega-UDC-Ind. Magliaso

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Aggregazioni comunali nel Malcantone

Sabato 19 ottobre 2013 si è svolto a Magliaso un dibattito costruttivo sul tema di strettissima attualità delle aggregazioni comunali nel Malcantone, organizzato dal locale Gruppo Lega-UDC-Indipendenti. Con la cornice di un pubblico numeroso, ospiti e relatori della serata sono stati i sindaci di Magliaso Roberto Citterio, di Vernate Giovanni Cossi e di Monteggio Piero Marchesi, oltre al capo della Sezione degli Enti locali Elio Genazzi e al segretario della VPOD Raoul Ghisletta. Ad aprire e concludere la serata un riuscitissimo spettacolo del mentalista Federico Soldati, che ha appassionato i presenti.

Nel corso della serata sono usciti parecchi spunti utili per affrontare la tematica senza tabù e preconcetti anche nella nostra regione: il continuo riversamento di oneri dal Cantone sui comuni oltre all’importanza di poter dialogare sullo stesso piano con il Cantone stesso e con la città di Lugano possono dare l’impulso verso un processo aggregativo che va seguito attivamente e non subito passivamente. Vari esempi sono stati portati riguardo alla forza economica e finanziaria che avrebbe un comune unico malcantonese. Nel frattempo, qualcosa già si muove: 9 comuni su 11 della sponda destra della Magliasina hanno optato per uno studio strategico sulla tematica come ha ricordato il Sindaco Marchesi, mentre fresco fresco è uno studio commissionato da Agno, Bioggio e Manno che comprende vari scenari aggregativi tra comuni malcantonesi e addirittura della valle del Vedeggio. Interessante poi l’iniziativa VPOD che vuole 15 comuni in Ticino (numero su cui si può discutere), ma che chiede soprattutto l’istituzione di commissioni di quartiere democraticamente elette e consultate obbligatoriamente in caso di progetti che riguardano il quartiere (ex comune). Elio Genazzi ha poi parlato del Piano cantonale delle aggregazioni che quando verrà messo in consultazione da parte del Cantone darà ulteriore slancio alle aggregazioni nel medio termine.

Solo Magliaso sembra intrappolato in mezzo a queste varie iniziative, senza alcuna intenzione di muoversi. Eppure, come tutti i comuni della regione, era stato informato della costituzione del gruppo di lavoro dei comuni della sponda destra della Magliasina. Il sindaco Citterio sabato sera ha difeso il punto di vista contrario del Municipio ed ha chiesto prudenza e maggiori approfondimenti sulla tematica: un assist verso la mozione del gruppo Lega-UDC-Ind. di Magliaso che, giova ricordarlo, non chiede un’aggregazione pura e semplice ma un approfondimento delle varie opzioni, dalla via solitaria all’aggregazione. Perché allora il Municipio invita nel suo preavviso a respingere la mozione?

Sarebbe stato interessante discuterne durante il dibattito; purtroppo i rappresentanti dell’esecutivo e del legislativo comunale latitavano sabato sera, mentre maggiore è stato l’interesse da parte dei cittadini e dei rappresentanti di altri comuni.

Anche il sondaggio condotto in sala sul tema aggregazioni ha dato un risultato soddisfacente: la maggior parte dei presenti ha completato il questionario indicando di essere favorevole o parzialmente favorevole al principio delle aggregazioni comunali in Ticino e si è detta favorevole a progetti aggregativi anche nel Malcantone. Tra le motivazioni addotte una maggiore efficienza del comune, un’utilizzazione più razionale delle risorse a favore di tutti i cittadini, migliori servizi e minor campanilismo. Messaggi che devono far riflettere le autorità, così come l’osservazione di un presente in sala secondo cui tra i cittadini comuni c’è maggior voglia di aggregazioni, rispetto ai rappresentanti politici che si preoccupano principalmente della propria “cadrega”.

Quale punto negativo di un’aggregazione comunale nel Malcantone nei questionari viene citato il possibile aumento del moltiplicatore per quei comuni che attualmente hanno una situazione finanziaria solida.

Il successo di questa serata sprona quindi il nostro gruppo a coinvolgere maggiormente la popolazione sul tema, anche in altre forme che verranno studiate nei prossimi mesi, da una semplice petizione alle possibilità offerte dalla Legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni.

Gruppo Lega-UDC-Ind. Magliaso

 
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