LUCA PALTENGHI

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Opinioni

PostHeaderIcon Superare i livelli, non abolirli!

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Il prossimo 23 settembre saremo chiamati a votare sul credito per la sperimentazione della riforma “La scuola che verrà”, che verrebbe avviata in tre sedi di scuola comunale (Cadenazzo, Coldrerio, Paradiso) e in quattro di scuola media (Acquarossa, Biasca, Caslano, Tesserete). È impossibile esprimersi in poche righe sui tanti aspetti che non condivido della riforma per cui mi limito ad affrontare quello che per me è il principale: i livelli.

È piuttosto assodato che questa formula che nel tempo ha assunto vari nomi (livelli 1 e 2, corsi attitudinali e base, corsi A e B) sia insoddisfacente, parzialmente nei contenuti ma anche nella forma. È ormai opinione comune che frequentare i livelli A sia sinomino di allievo bravo e impegnato, mentre chi frequenta i livelli B sia una scarpa. A questa convinzione errata hanno contribuito un po’ tutti: genitori ambiziosi che vogliono fregiarsi di avere figli con i livelli A, datori di lavoro che li richiedono anche per formazioni pratiche, scuole superiori e professionali,…

A mio avviso, la soluzione non è però la loro eliminazione tout court, o la sostituzione con laboratori ed atelier previsti in determinate materie, con una divisione aleatoria degli allievi non basata sui risultati scolastici. Questa soluzione porta con sé da un lato il rischio di un livellamento verso il basso delle conoscenze degli allievi piu dotati, costretti poi ad arrancare per adempiere ai requisiti minimi per il liceo o altre scuole superiori. D’altro canto, gli allievi con un ritmo di apprendimento meno veloce potrebbero anche soffrire il confronto con i compagni più brillanti. I docenti non riuscirebbero perciò a soddisfare né le esigenze degli uni, né quelle degli altri.

Per quanto la mia formazione sia stata di tipo puramente superiore-accademico, sono convinto che vada rivalutata la formazione duale, basata sull’apprendistato e sulle scuole professionali, proponendola come un’alternativa di pari livello rispetto ad una formazione superiore, non come una scelta di serie B come è erronamente il caso oggi. Con questo tipo di formazione, al giorno d’oggi si possono facilmente frequentare dei corsi universitari in seguito, anche una volta entrati nel mondo del lavoro, completando idealmente la propria formazione. Il profilo risulta anche più interessante di quello di un accademico puro, perché unisce una formazione teorica ad un’esperienza professionale.

In questo senso, il modello di scuola media che più rispecchia questa mia convinzione e che risponde alle variegate esigenze della società attuale, è quello di una formazione differenziata più mirata alle capacità degli allievi. L’esempio che per esperienza conosco è quello del Canton Friborgo (ma anche di numerosi altri cantoni): tre tipi di classi con orientamento differente. Una classe con esigenze di base, una classe generale, una classe pre-liceale. La scelta tra le classi viene fatta su più fattori: parere dei genitori, degli insegnanti, note, risultati di eventuali esami, eccetera. La mobilità tra le classi è garantita, così come l’accesso ad una scuola superiore nonostante la frequenza di una classe generale, a condizione di superare un esame.

Ritengo che le differenze di talento e capacità degli allievi vadano viste come uno stimolo perché essi siano formati nel modo più adeguato, senza rincorrere un’uguaglianza utopica e arbitraria, bensì premiando il merito: ecco perché invito a votare no al progetto di riforma “La scuola che verrà”!

Luca Paltenghi

Municipale di Magliaso e presidente UDC Malcantone

 

PostHeaderIcon Il Malcantone e la sfida delle aggregazioni comunali

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Ho letto con molto interesse “il punto” di Carlo Manzoni sull’edizione di dicembre de “Il Malcantone” in merito alle aggregazioni comunali e in particolare a quanto prevede il Piano cantonale delle aggregazioni (PCA) per la nostra regione.

La lettura mi ha stimolato alcune riflessioni. Il PCA, in particolare le misure di attuazione e gli incentivi finanziari previsti (sostegno agli investimenti e alle riorganizzazioni delle amministrazioni comunali), vanno visti come un’opportunità per offrire ai cittadini un servizio pubblico di qualità che i piccoli comuni non potranno più offrire, alla luce anche degli oneri crescenti che il Cantone riversa su di loro. Facile immaginare che il progetto “Ticino 2020” porterà nuovi compiti per i comuni, il che se da un lato è positivo perché adempie al principio della sussidiarietà garantito dalla Costituzione federale, dall’altro metterà i comuni davanti a nuove sfide che difficilmente potranno affrontare da soli. Non saranno di certo le collaborazioni intercomunali, che spesso diminuiscono il potere democratico degli organi comunali, a permettere di affrontare queste sfide.

Condivido che un’aggregazione non per forza porta a dei risparmi, ma ritengo che unendo le forze con lo stesso budget si possa offrire un servizio migliore. Pensiamo ad esempio a quanti comuni hanno ancora un segretario comunale a tempo parziale, un solo tecnico magari anche lui a tempo parziale, eccetera. Un’amministrazione più strutturata, che riunisca lo stesso numero di funzionari e ne valorizzi le competenze e le aspirazioni, formando degli specialisti invece che dei generalisti, è certamente un passo avanti verso quella qualità che ci si attende dall’ente pubblico.

Auspico poi che da parte degli amministratori comunali non ci si limiti a chiedersi “come proseguirà la mia carriera politica? E che ne sarà dell’attuale maggioranza?” come suggerito nell’articolo di Manzoni. Non voglio pensare che chi si mette a disposizione della cosa pubblica si limiti unicamente a preoccuparsi di come salvare la classica cadrega. Spero invece che i politici locali siano guidati dalle riflessioni su come offrire anche in futuro servizi di buon livello nel proprio comune. Comune che un domani potrebbe essere un quartiere di un nuovo ente locale, più grande e con un peso politico maggiore nei confronti del Cantone e della città di Lugano, non per forza più distante dai cittadini: da qualche tempo la legge dà infatti maggiore importanza alle commissioni di quartiere, che non sono più solo consultive, ma anche propositive e che possono essere dotate di un budget finanziario.

Mi auguro che il Malcantone sappia cogliere la sfida del PCA e che sull’onda del bell’esempio dello studio aggregativo avviato dai comuni di Ponte Tresa, Monteggio, Sessa e Croglio, anche altrove germogli il seme di nuovi enti locali aggregati.

 

Pubblicato su Il Malcantone di gennaio-febbraio 2018

 

PostHeaderIcon Un sì per l’ambiente e per le tasche dei cittadini

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Il prossimo 21 maggio saremo chiamati a votare sulla modifica della Legge di applicazione della legge sulla protezione dell’ambiente, che introduce quella che comunemente è chiamata “tassa sul sacco”. L’obiettivo è di uniformare il sistema di copertura dei costi a livello cantonale, con una tassa base che copra i costi fissi e una tassa causale che copra i costi di smaltimento secondo il principio “chi inquina paga”, sancito dalla legge federale e confermato da una sentenza del Tribunale federale del 2011.

Questo punto in particolare deve far capire che se anche la modifica di legge in votazione dovesse essere bocciata, l’obbligo di introdurre la tassa sul sacco rimarrebbe per tutti i Comuni ticinesi. In caso di no, ci si ritroverebbe ai piedi della scala.

Facendo un paio di calcoli, quella che di primo acchito sembra una nuova tassa in realtà non è tale: si tratta invece di una modifica di un sistema esistente, poco equo, di cui potranno beneficiare i cittadini virtuosi. La modifica ha anche un occhio di riguardo al “sociale”: per determinate categorie di utenti sarà data la facoltà ai Comuni di introdurre delle facilitazioni di carattere sociale. Detto in parole povere, si potrà prevedere la fornitura di un certo quantitativo di sacchi gratuiti per le famiglie con bambini piccoli o per anziani.

Il Dipartimento del territorio, su richiesta dei Comuni, ha elaborato delle stime per quei Comuni che conoscono ancora solo la tassa base. Per quel che concerne il mio Comune, Magliaso, la tassa base dovrebbe attestarsi attorno ai 130 franchi per famiglia, rispetto ai 250 franchi attuali. Ognuno potrà poi aggiungere il costo dei sacchi in base al proprio consumo, con un prezzo che varierà tra 1.10 e 1.30 frs per un sacco da 35l. Il risparmio, seppur non esagerato, è evidente. Ne beneficeranno sia l’ambiente che le tasche dei cittadini!

Ovviamente, per permettere ai propri cittadini di separare maggiormente i rifiuti che possono essere riciclati, i Comuni dovranno però fare la loro parte, creando le giuste condizioni affinché ciò avvenga. In particolare, andrà data la possibilità di separare anche i vari tipi di plastiche non PET e l’umido, come già sperimentato in alcuni Comuni ticinesi, in modo che questi rifiuti non finiscano nel normale sacco degli RSU. Gli ecocentri andranno resi fruibili in misura maggiore; in alternativa andrà sviluppata una rete di ecopunti accessibili in ogni orario del giorno dove separare quanto potrà essere riciclato, in modo da poter applicare fino in fondo il principio “chi inquina paga”.

 

Luca Paltenghi

Municipale Lega-UDC Magliaso

Apparso sul CdT dell'11 maggio 2017

 

PostHeaderIcon Magliaso: un breve bilancio del primo anno di legislatura

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È ormai passato il primo anno di legislatura ed è tempo di stilare un breve bilancio di quanto portato avanti dal Gruppo Lega-UDC-Indipendenti di Magliaso.

 

Commissione culturale – Uno degli obiettivi era di riattivare la commissione culturale, organizzando alcuni eventi nell’arco dell’anno. Obiettivo raggiunto, con la popolazione che ha risposto presente alle varie serate organizzate, che spaziano dalla musica alla scrittura. Presto la commissione dovrà mettersi al lavoro per pensare agli eventi per il 2017/2018.

 

Commissione giovani – Un altro obiettivo che mi ero posto era la creazione della commissione giovani. Il Municipio ha accolto l’idea e grazie alla collaborazione di alcuni giovani nei giorni scorsi si è potuta insediare la nuova commissione. Lo scopo della commissione sarà di fungere da tramite tra i giovani del Comune e il Municipio, portando proposte e sollevando eventuali problemi che altrimenti potrebbero non uscire allo scoperto. D’altro canto la commissione può essere un buon mezzo per sensibilizzare i giovani all’interesse verso la cosa pubblica.

 

Rinnovo sito internet e sviluppo app – Il Gruppo in Consiglio comunale ha presentato lo scorso mese di dicembre una mozione per il rinnovo del sito internet e lo sviluppo di un’app correlata. Nell’era in cui la comunicazione corre veloce, il sito sviluppato una decina d’anni fa non è ormai più al passo con i tempi.

Grazie al consenso del Municipio che ha accolto i principi contenuti nella mozione, questa è stata ritirata e nei prossimi mesi il sito sarà aggiornato graficamente e a livello di contenuti; allo stesso tempo sarà sviluppata un’app per dispositivi mobili. Naturalmente a tutto questo dovrà seguire un nuovo concetto di comunicazione, più trasparente e regolare (bollettino informativo, comunicati regolari sulle decisioni come previsto dalla legge).

 

Transiti su Via Castellaccio e Via Fiume – A seguito di un’interpellanza presentata dal Gruppo in CC, il Municipio si è chinato nuovamente sull’annoso problema dei transiti su Via Castellaccio e Via Fiume a Magliaso, da e per Via Bosconi a Caslano. Dopo un primo incontro tra una delegazione dei due Municipi, sono state predisposte delle misurazioni dei transiti per verificare quanto è traffico interno a Magliaso e quanto è traffico proveniente o in direzione di Caslano. L’obiettivo sarà rivedere i permessi distribuiti a pioggia per il transito su Via Bosconi, in modo da ridurre il traffico parassitario.

 

Libro sulla storia recente di Magliaso – La nota dolente è costituita dalla bocciatura da parte del Consiglio comunale della richiesta di credito per la realizzazione di un libro sulla storia recente di Magliaso. Nonostante i dieci voti favorevoli di Lega-UDC e PLR, è venuta a mancare la maggioranza qualificata di 11 voti necessaria, con le astensioni o i voti contrari di PPD e PS, dopo i cambi di rotta dei rispettivi commissari che pure avevano firmato il rapporto favorevole.

Caduta quest’opportunità, al fine di salvaguardare la memoria storica del paese, il Municipio proporrà alcuni nominativi di persone da intervistare nell’ambito dell’Atelier della memoria, condotto dalla Protezione dei beni culturali del Consorzio Protezione civile Lugano campagna.

 

Luca Paltenghi, municipale Lega-UDC-Ind. Magliaso

 

Apparso sul Mattino della Domenica del 23 aprile 2017

 

PostHeaderIcon Prima i nostri: un'occasione da non perdere!

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Il tema più importante in votazione il prossimo 25 settembre è sicuramente l'iniziativa costituzionale UDC denominata “Prima i nostri”, consegnata alla Cancelleria dello Stato oltre due anni fa e corredata da quasi 11’000 firme. Come si evince chiaramente dal titolo, l'obiettivo principale è quello di ristabilire la priorità indigena nel mercato del lavoro ticinese, martoriato negli ultimi anni da imprenditori senza scrupoli che hanno vieppiù assunto frontalieri al posto di residenti e generato il famigerato effetto dumping sui salari. Proprio la lotta al dumping costituisce un ulteriore elemento dell’iniziativa, unitamente alla reciprocità nell’applicazione degli accordi bilaterali.

Soffermandoci sull’obiettivo principale, ovvero l’applicazione della preferenza indigena sul modello in vigore prima della scellerata libera circolazione delle persone, oltre agli effetti diretti positivi sul mercato del lavoro, si creerebbe un effetto indiretto di non poco conto. Ci sarebbe infatti uno stop all’aumento del traffico proveniente da oltre frontiera che quotidianamente, più volte al giorno, intasa le nostre strade. Con il tempo, quando pian piano i residenti occuperanno nuovamente i posti di lavoro in Ticino lasciati liberi da qualche frontaliere, potrebbe esserci anche una diminuzione del traffico. Portando l’esempio del Malcantone, regione che conosco bene abitandoci fin da piccolo, la possibilità di ridurre i quasi 30'000 transiti giornalieri è da cogliere al volo, considerato anche che una soluzione viaria non è dietro l’angolo.

Purtroppo, sentendo la malparata che sarebbe arrivata in sede di votazione, i partiti storici hanno dapprima cercato di ostacolare l'iniziativa nell'esame parlamentare, procrastinandone l’analisi e auspicandone la non ricevibilità. In seguito hanno partorito un controprogetto che è solo fumo e niente arrosto. Il controprogetto è infatti infarcito di frasi declamatorie ed auspici, ma non cambierebbe nulla rispetto alla situazione attuale! È un po’ quanto sta capitando a livello federale, con la proposta di legge di applicazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa: tanti proclami, ma nessuna misura concreta. Se solo lo stesso impegno che i partiti storici hanno messo nel contrastare l’iniziativa “Prima i nostri” fosse impiegato nell’adoperarsi a trovare soluzioni per privilegiare i residenti sul mercato del lavoro, saremmo già un passo più avanti verso la soluzione.

Rispetto al nebuloso controprogetto, l’iniziativa “Prima i nostri” dà invece un chiaro mandato in primis al Consiglio di Stato e poi al Gran Consiglio che dovrà in seguito elaborare una legge di applicazione rispettosa del testo votato.

I Ticinesi non si facciamo quindi ingannare: l'unica vera possibilità di ristabilire la priorità indigena è data dall'iniziativa “Prima i nostri”: quindi occorre votare SÌ all'iniziativa, NO al controprogetto e dare la preferenza all'iniziativa, in caso di accettazione di entrambe le proposte.


Articolo apparso sul CdT del 12 settembre 2016

 
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