LUCA PALTENGHI

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Opinioni

PostHeaderIcon Magliaso deve aderire allo studio strategico

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Ho letto su questo giornale le prime impressioni del Sindaco di Magliaso Roberto Citterio sull'interrogazione del Gruppo Lega-UDC-Ind. che chiede di aderire allo studio strategico dei comuni della sponda destra della Magliasina.

Le sue parole preannunciano già che il Municipio risponderà negativamente, perdendo la preziosa occasione di sentire i desideri della popolazione, degli attori del tessuto socio-economico locale e di avere una visione a lungo termine su quanto ci attende nei prossimi anni.

Secondo il parere del Sindaco, Magliaso starebbe bene da solo perché offrirebbe già ottimi servizi. Un punto di vista che non tutti condividono, se pensiamo alle richieste di estensione degli orari d'apertura dell'ecocentro comunale o all’ammissione dello stesso Municipio che in una risposta ad un'interpellanza riconosceva l'impossibilità con l’attuale effettivo di personale di accogliere tutte le richieste che provengono dai banchi del legislativo e dai cittadini. Anche la costruzione di un nuovo edificio scolastico in sostituzione dell'attuale palazzo ultracentenario, tema sbandierato in campagna elettorale, viene tenuta in sospeso, nonostante le finanze permettano un investimento simile.

A proposito di finanze, se oggi la situazione è buona, grazie soprattutto ai pochi progetti di rilievo, non è scontato che lo sarà anche in futuro: i continui trasferimenti di competenze e di oneri dal Cantone, porranno i piccoli comuni come il nostro di fronte a scelte difficili.

Lo studio strategico non preclude nessuna possibilità e non obbliga nessuno ad un'aggregazione. Aderiamo quindi con coraggio a questo studio per il bene della popolazione, senza doverci pentire in futuro di esserne rimasti fuori!

 

PostHeaderIcon Un immobilismo preoccupante

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Regolarmente politici di ogni colore lanciano appelli ai giovani ad interessarsi alla cosa pubblica: cinque anni fa ha raccolto questo invito e dall’anno scorso siedo in Consiglio comunale a Magliaso. Anche qui sento inviti ai giovani a votare e ad entrare in politica. Purtroppo queste restano spesso parole dette per farsi belli ma non sentite davvero.

La realtà è infatti un’altra. Spesso un giovane siede in CC solo per alzare la mano e votare come chiede il partito, senza avere diritto di parola, ufficialmente perché deve prima capire i meccanismi. In realtà, per poter parlare deve pensarla come i “grandi”.

Ho la fortuna di far parte di un gruppo che dà spazio a tutti i suoi membri; purtroppo dall’esterno si cerca di tarparci le ali. Ecco due esempi di un immobilismo politico preoccupante, di un’opposizione sistematica senza alcuna giustificazione se non quella che la proposta non arriva da un partito storico ma da un’area politica scomoda, cioè dal gruppo Lega-UDC-Indipendenti. Si tratta di proposte per niente ideologiche, ma dettate dalla sola volontà di agire per il cittadino.

In applicazione della legge sull’informazione e sulla trasparenza, abbiamo chiesto di informare i cittadini sulle principali decisioni prese dal CC e dal Municipio, tramite comunicati stampa o pubblicazione agli albi e sul sito di un estratto delle risoluzioni municipali, naturalmente senza i dettagli sulla votazione. Ciò avviene già in numerosi comuni. Ebbene, il Municipio rispondeva che il cittadino non chiede una maggiore informazione, che si accontenta di delegare il proprio potere a chi amministra il comune, che è preferibile una divulgazione mediatica di basso profilo e che i problemi vanno risolti in casa propria. Inoltre, ciò comporterebbe del lavoro aggiuntivo eccessivo per gli impiegati del comune, che magari non hanno nemmeno le conoscenze tecniche del web per mettere in pratica le nostre richieste: “Non si può pensare e pretendere che si possa fare fronte a tutte le possibili richieste e desideri nell’ambito amministrativo-gestionale che giungono dai banchi del Legislativo o dal singolo cittadino”!

Il secondo esempio riguarda i giovani votanti. Il progetto Easyvote della Federazione dei Parlamenti dei giovani ad ogni votazione elabora un libretto di spiegazioni semplificate, destinato ai giovani fino ai 25 anni. Ogni comune può abbonarsi a questo servizio alla modica cifra annuale di CHF 2.90 per giovane e inviare il libretto assieme al materiale di voto. Abbiamo quindi chiesto di prendere in considerazione questa possibilità. Pur dandoci ragione sulla necessità di portare i giovani alle urne, dimostrata anche tramite delle statistiche sulle votazioni 2013 che indicano come solo un giovane del comune su tre vada a votare, il Municipio ha bocciato la proposta, senza giustificazioni, se non menzionando vagamente che esistono già i libretti informativi della Confederazione o del Cantone e che internet offre molte possibilità di informarsi. Perché non tentare comunque con Easyvote? Un solo giovane in più che vota sarebbe un successo! Purtroppo, rispondere negativamente è sempre più facile che fare qualcosa di concreto!

Non condivido la proposta di limitare gli anni delle cariche politiche, ma sono convinto che dopo un certo numero di anni la spinta propositiva di un politico si esaurisca, com’è normale che sia, e che a quel punto egli debba lasciare spazio a forze fresche, non tanto in termini di età quanto di voglia di fare e di portare proposte nuove.

Corriere del Ticino, 2 dicembre 2013

 

PostHeaderIcon Intervento al congresso cantonale UDC Ticino

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Caro presidente, caro consigliere nazionale, care amiche e amici

Regolarmente politici di ogni colore lanciano appelli e inviti ai giovani a partecipare alla vita politica e ad interessarsi alla cosa pubblica. Sono uno di quei giovani che alcuni anni fa ha raccolto questo invito e che spende una bella fetta del proprio tempo libero nell’attività politica. Purtroppo sappiamo tutti che spesso queste affermazioni restano lettera morta, parole dette per farsi belli e non sentite realmente.

Quando c’è un giovane che s’impegna a portare nuove proposte, c’è chi cerca in tutti i modi di tarpargli le ali: sei troppo giovane, non hai esperienza, ho tutto il tempo di votarti anche in futuro quando potrai ambire ad una carica eccetera eccetera. Parole sentite con le mie orecchie. Potrei anche portarvi esempi concreti che derivano dalla mia attività in Consiglio comunale, dove sembra che dia fastidio il fatto che io dedichi tanto tempo a portare proposte, poi sistematicamente bocciate.

Preferisco però concentrarmi su alcuni aspetti concreti che possono essere messi in atto nel nostro partito, un partito che vuole e deve crescere in futuro, un partito che vuole camminare con le proprie gambe e non al traino di altre forze politiche. Quale miglior modo quindi che sostenere e dare spazio alla nostra sezione giovanile? I Giovani UDC sono chiaramente una sezione autonoma, ma ciò non toglie il fatto che siamo sempre disponibili ad accogliere suggerimenti. Aiutateci pubblicizzando la nostra sezione, segnalateci altri giovani interessati ad entrare nei Giovani UDC, lasciateci prendere posizione su temi che ci riguardano da vicino, magari portando in seguito avanti voi la proposta nei gremi competenti. Una maggiore sinergia tra UDC e Giovani UDC può essere utile a tutti, serve a motivare e responsabilizzare noi giovani e permetterà in futuro di far eleggere uno di questi giovani in un gremio comunale o cantonale. Solo in questo modo possiamo sperare di crescere come partito, non appoggiando candidati o liste di altri partiti. Sarebbe come se una delle nostre squadre di hockey, e non faccio nomi per non scontentare nessun tifoso, non valorizzasse il proprio vivaio puntando solo su giocatori di altre squadre! Puntiamo invece sul nostro vivaio, preparandoci per tempo agli appuntamenti futuri e stiamo uniti. Per dirla con i Pink Floyd, together we stand, divided we fall: insieme restiamo in piedi, divisi cadremo!

Vi ringrazio dell’attenzione.

 

PostHeaderIcon Circonvallazione Agno-Bioggio: presto la consegna della petizione!

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Lo scorso mese di luglio, un comitato interpartitico di giovani politici malcantonesi ha lanciato una petizione che chiede alla Confederazione di rivedere la propria decisione di non concedere i sussidi per la circonvallazione Agno-Bioggio.

Per tutta l’estate sono state raccolte firme porta a porta e durante alcune delle feste più importanti della regione. Le firme raccolte sono 1666, un risultato piuttosto soddisfacente, tenuto conto anche del periodo vacanziero. Sintomatico, inoltre, è il fatto che non pochi cittadini, pur dicendosi pienamente convinti dell’importanza di trovare una soluzione per il traffico nel Basso Malcantone (dove circolano mediamente oltre 30'000 veicoli al giorno), non hanno firmato la petizione, ormai stufi delle lungaggini e delle discussioni che ci sono state negli ultimi trent’anni.

Inoltre, 13 comuni della regione hanno deciso di sostenere ufficialmente la petizione. Si tratta di Alto Malcantone, Aranno, Bedano, Caslano, Collina d'Oro, Cureglia, Gravesano, Magliaso, Monteggio, Paradiso, Sorengo, Vernate e Vico Morcote. La maggior parte degli altri comuni membri della CRTL ha inoltre messo a disposizione i formulari in Cancelleria, preferendo però percorrere altre strade per ottenere il finanziamento.

Vogliamo quindi ringraziare chi ha firmato e fatto firmare la petizione, oltre ai comuni che hanno aderito.

Da parte nostra, vi è l’intenzione di dare un segnale alla Confederazione tramite questa petizione, facendo capire che anche i cittadini non intendono accettare passivamente la decisione di non contribuire al finanziamento della circonvallazione, in particolare data l’importanza anche transfrontaliera della strada.

Le firme raccolte e i sostegni ufficiali dei comuni verranno consegnati alla Cancelleria federale lunedì 23 settembre 2013 alle ore 14.00.

Per il Comitato

Luca Paltenghi

Samuele Gottardi

Piero Marchesi

Andrea Sciolli

Letizia Sciolli

 

PostHeaderIcon No al business dei vaccini, sì al federalismo!

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Il prossimo 22 settembre saremo chiamati ad esprimerci anche sulla revisione della legge sulle epidemie, un tema poco discusso dall'opinione pubblica, forse perché meno emozionale e più ostico da comprendere, ma non per questo meno importante.

Con la scusa di una migliore gestione della sanità elvetica in caso di epidemie, questa revisione di legge, combattuta con un referendum firmato da ben 77750 cittadini, introdurrebbe nella legislazione vari concetti pericolosi.

Secondo la legge attuale, la Confederazione interviene al posto dei cantoni solo se questi non riescono ad adempiere ai loro doveri. Nel campo della sanità, i cantoni hanno finora dato buona prova di sé. Perché quindi cambiare un sistema che funziona, centralizzando le competenze in favore di burocrati bernesi, rendendo di fatto cantoni e comuni dei semplici organi d'esecuzione? Dietro a questo ennesimo attacco al federalismo svizzero c'è la volontà di ridurre la sovranità dei cantoni: per l'Organizzazione mondiale della sanità sarà molto più facile convincere i funzionari dell'Ufficio federale della sanità pubblica ad imporre misure coercitive, quali una vaccinazione obbligatoria, seminando il panico inutilmente come in occasione dell'influenza suina, a tutto vantaggio delle grandi multinazionali che producono i farmaci.

A proposito dell'obbligo d vaccinazione, di cui i favorevoli alla legge contestano l'esistenza, non è per nulla chiaro per quale motivo da un lato si nega l'introduzione di una vaccinazione forzata, mentre dall'altro si parla comunque di vaccinazione obbligatoria!

Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda la protezione dei dati: la revisione della legge permetterebbe al Consiglio federale di raccogliere i nostri dati personali, compresi quelli sensibili riguardanti la salute e, quel che è peggio, di trasmetterli anche ad autorità straniere o ad organizzazioni internazionali! Un Grande Fratello della sanità non è certo quello che si augura il cittadino svizzero e violerebbe palesemente il nostro diritto all'autodeterminazione!

Inoltre, la revisione della legge creerebbe la base legale per una cambiale in bianco nel settore dell'educazione sessuale: ciò è stato anche ammesso dalle autorità competenti. Il Consiglio federale potrebbe imporre alle istituzioni nel campo dell'educazione e della salute di fornire informazioni sui rischi legati alle malattie trasmissibili sessualmente e consigli sui metodi per prevenirle e combatterle. Se la formulazione sembra neutrale e condivisibile, la pratica è differente: l'Ufficio federale della sanità pubblica ha già pubblicato in partenariato con la fondazione “Salute sessuale svizzera” un fumetto in tedesco dal titolo “Hotnights”, il cui leitmotiv è “Sex, drugs and Rock'n'Roll” e che dovrebbe servire quale materiale pedagogico per ragazzi a partire dagli 11 anni. In pratica, esso è più una propaganda con un linguaggio sguaiato in favore del diritto di vivere la propria sessualità liberamente e in tutte le forme che un testo di prevenzione delle malattie.

Per questi motivi, il 22 settembre caliamo nell'urna un NO deciso alla revisione della legge sulle epidemie!

Luca Paltenghi

Assistente parlamentare UDC TI

 

Pubblicato sul CdT del 14 settembre 2013


 
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