LUCA PALTENGHI

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Opinioni

PostHeaderIcon Criminali e falsi asilanti: è ora di cambiare!

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In pochi anni la sicurezza a Lugano e in tutto il Ticino si è deteriorata. Gli accordi di Schengen e Dublino ne sono in massima parte responsabili e rapine, furti e violenze avvengono con sempre maggior frequenza.

 

Il falso mito di Lugano città sicura

Le statistiche di polizia ci dicono che il Canton Ticino ha un tasso di criminalità inferiore rispetto alla media svizzera (60.8 reati per 1'000 abitanti) e che Lugano è la seconda città più sicura della Confederazione (89.9 reati per 1'000 abitanti). Quello che non viene però segnalato è che nel corso degli anni l’evoluzione del numero di reati è stata al rialzo e che rapine, scippi, furti con scasso, spaccio di droga e violenze contro le persone avvengono con sempre maggior frequenza. In particolare, tra la popolazione serpeggia un senso di insicurezza crescente, dovuto ad una presenza di agenti di polizia insufficiente ed alla vicinanza con il centro di registrazione asilanti di Chiasso.

 

Dall’Italia a Lugano in un battibaleno

A tutti è nota la disastrata situazione in cui versa la città di Chiasso, costretta suo malgrado ad ospitare il centro di registrazione asilanti, prima vera tappa dei richiedenti l’asilo (soprattutto provenienti dal Nord Africa), in quanto le frontiere dello spazio Schengen nel Sud Italia sono dei veri e propri colabrodo. Si tratta poi spesso di persone la cui richiesta d’asilo difficilmente verrà accolta ma che si muovono libere sul nostro territorio.

A ciò aggiungiamo la presenza di vari campi rom nel Nord Italia, situati ad un tiro di schioppo dal confine svizzero e da Lugano che, con le frontiere sguarnite e incontrollate per colpa dei partiti storici, aumentano di fatto quella che è diventata una vera e propria libera circolazione dei criminali che facilmente raggiunge Lugano e il Ticino intero.

Come se non bastasse, il Consiglio federale vuole ora alloggiare gli asilanti sul San Gottardo, al Lago Sella, meta di tanti turisti!

 

Cambiare rotta prima che sia tardi

Occorre frenare questo degrado e riprendere in mano il nostro destino. La sicurezza va migliorata con un maggior numero di agenti di polizia e di guardie di confine. A livello federale gli accordi di Schengen e Dublino vanno rescissi e rinegoziati, la legge sull’asilo va resa più severa e i criminali stranieri vanno espulsi senza se e senza ma, prima che sia troppo tardi e che la gente cominci a voler farsi giustizia da sé! Solo così potremo salvaguardare Lugano e il Ticino intero.

 

Pubblicato sull'Edizione straordinaria dell'Unione democratica di centro, maggio 2013

 

PostHeaderIcon Giovani e politica: si può fare di più!

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Da più di un anno, affianco alla mia attività professionale alcune settimane a Berna come assistente parlamentare in occasione delle sessioni del Consiglio nazionale.

Durante queste settimane, vengono organizzate visite guidate di Palazzo federale con la possibilità di assistere dalle tribune alle sedute del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati. Regolarmente, anche scolaresche provenienti dal Canton Ticino approfittano della possibilità di vedere da vicino il lavoro dei propri rappresentanti, dialogando anche con alcuni di loro durante la visita.

Si tratta senz’altro di incontri molto importanti, ma la mia sensazione è che si debba andare ancora oltre per avvicinare alla politica i giovani, ovvero coloro che un domani saranno chiamati a governare, legiferare e decidere su argomenti importanti. Gli studenti che si recano a Berna per seguire i dibattiti spesso dimostrano molto interesse e molta “fame” di sapere ma denotano anche una conoscenza della civica e della politica non sempre adeguata. La colpa evidentemente non è loro, ma di un sistema scolastico che in Ticino troppo a lungo ha ignorato questo aspetto fondamentale per l’educazione. Io stesso faccio parte di coloro che hanno appreso la civica per puro interesse personale e che si sono avvicinati autonomamente alla politica giovanile.

Cosa fare quindi per invertire questa tendenza? Naturalmente bisogna approfondire lo studio della civica nelle scuole, ma questo non basta: ci vogliono misure più pratiche e meno teoriche. Ben vengano le visite a Palazzo federale, le manifestazioni come “Scuole a Berna” in cui studenti delle scuole medie simulano il lavoro del Consiglio nazionale, o ancora il Parlamento dei giovani; ma anche i politici stessi devono fare un passo in più verso gli studenti. Perché non portare più spesso la Deputazione ticinese nelle scuole per parlare di temi d’attualità e raccontare aneddoti sulla politica federale? In fondo, le decisioni prese oggi andranno a beneficio dei giovani un domani. Siccome poi l’indole della politica è quella di essere piuttosto noiosa, uno sforzo andrebbe fatto per renderla più comprensibile per tutti, anche nella dialettica.

Conoscere, capire e toccare con mano la politica è molto più importante di mille parole. Perché i giovani di oggi sono i politici di domani.


Luca Paltenghi
Assistente parlamentare
e vicepresidente GUDC TI

 

Dal Corriere del Ticino del 26 marzo 2013

 

PostHeaderIcon Expo Milano 2015? 2016? MAI?

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Le elezioni politiche nella vicina Italia hanno consegnato al paese un quadro politico se possibile ancora più complicato e frastagliato del precedente: nessuno ha una maggioranza confortevole con PD, PdL e Movimento 5 Stelle che hanno circa un terzo ciascuno dei consensi. Alla luce di questi risultati, la formazione di un governo sarà impresa ardua, mentre una delle ipotesi in gioco prevede una riforma urgente della legge elettorale ed una nuova votazione.

Appare ormai chiaro a tutti quali siano le priorità della politica italiana: tra queste non rientrano di certo le relazioni e la risoluzione dei contenziosi con la Svizzera. ad ammetterlo sono i nostri stessi negoziatori per quel che concerne il famoso accordo fiscale, ormai certo di slittare alle calende greche. Proprio ieri, nel dibattito sul rapporto di politica estera al Consiglio degli Stati, il consigliere federale Didier Burkhalter ha ammesso che è difficile decifrare la situazione politica italiana e prevedere l’evolversi delle relazioni con la Svizzera.

Tra le priorità italiane non figura nemmeno l’esposizione universale di Milano (Expo 2015), progetto megalomane che sta subendo un costante ridimensionamento. I lavori procedono a rilento e la situazione non sembra essere mutata rispetto a quella dello scorso mese di settembre, quando il Consiglio nazionale votò il credito per la partecipazione svizzera all’evento. Una decisione prematura, che potrebbe costare al nostro paese diversi milioni di franchi, di cui una parte è già stata spesa per i lavori preparatori. Se prima il governo italiano era come uno yogurt con la data di scadenza, ora questo yogurt è ormai cagliato e del prossimo non è nemmeno cominciata la produzione! Figuriamoci se nella situazione economica attuale la priorità verrebbe data a questo evento!

Si spera quindi che il Consiglio federale sia davvero costantemente in contatto con gli organizzatori dell’evento, come aveva annunciato rispondendo ad un’interpellanza, e che la clausola che prevede un annullamento della partecipazione svizzera in caso di cancellazione del progetto sia già effettiva. Confermando la sua partecipazione quale primo paese in assoluto, la Svizzera ha voluto giocare il ruolo della prima della classe, assumendosi però anche un grande rischio. Cerchiamo di non farci abbindolare da falsi proclami secondo i quali “tout va très bien, Madame la Marquise”!


Pierre Rusconi, consigliere nazionale UDC TI

Luca Paltenghi, assistente parlamentare UDC TI

 

Pubblicato sul Corriere del Ticino del 12 marzo 2013

 

PostHeaderIcon Conservateur ou révolutionnaire?

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Par Luca Paltenghi, Secrétaire général Jeunes UDC Suisse sortant, Magliaso (TI)

Conservateurs ou révolutionnaires ? De premier abord, une chose semble exclure l’autre, pour le fait qu’une révolution vienne détruire ou du moins changer radicalement un système qu’un conservateur veut défendre.

Par contre, si nous observons la situation actuelle en Suisse et en particulier le comportement du Conseil fédéral, nous constatons que la mode (si on peut l’appeler ainsi) est celle de vendre la Suisse au plus offrant : les « négociations » avec l’Union européenne, les Etats-Unis et l’ONU en sont l’exemple. L’important est de se montrer serviables et se couvrir la tête de cendres pour de prétendues erreurs que notre Pays aurait commises. C’est ainsi que la pensée d’un conseiller fédéral conservateur comme Ueli Maurer apparaît d’un coup comme innovatrice et révolutionnaire : depuis longtemps on n’entendait pas des mots si patriotiques, si liées aux racines profondes de la Suisse. Lors de l’allocution de Nouvel An, date du début de son année en tant que Président de la Confédération, Maurer a invité les Suisses à réfléchir sur leurs origines et leurs racines, en faisant renaître l’esprit du Pacte fédéral de 1291. Ne pliant pas le dos aux pressions, Maurer a rappelé les critiques dont fait l’objet la Suisse et a souligné que celles-ci existent non pas parce que nous faisions moins bien que les autres, mais au contraire parce que nous faisons mieux. Il s’agit d’un grand changement par rapport aux autres conseillers fédéraux qui ont l’habitude de s’excuser à droite et à gauche pour le comportement du Peuple suisse, également lors de votations. Rendre hommage à la fierté des objectifs atteints par la Suisse est un changement de paradigme qui ne peut que rendre heureuse la population.

A l’occasion de la cérémonie avec le Corps diplomatique, Ueli Maurer a rappelé aux invités le principe de la souveraineté des Etats, introduit par les Traités de Westphalie de 1648, en faisant un parallèle avec le Pacte fédéral. Il a également rappelé que la souveraineté se base sur le droit et non pas sur le pouvoir et qu’encore aujourd’hui la souveraineté de tous les Etats doit être respectée.

Ensuite, lors de l’ouverture du WEF de Davos, Ueli Maurer a demandé aux « puissants » du monde d’arrêter de faire pression sur les petits Etats, coupables uniquement d’être plus vertueux et a rappelé que la Suisse a un contrôle efficace des finances et de l’action des politiciens grâce au frein aux dépenses introduit dans la Constitution.

Il s’agit de discours comblés de sens de l’Etat, longtemps oubliés par une bonne partie de nos politiciens : voilà pourquoi Ueli Maurer peut être considéré un révolutionnaire. Voilà pourquoi je me sens également un révolutionnaire comme lui et souhaite que beaucoup d’autres Suisses redécouvrent pendant son année de présidence les valeurs conservatrices qui ont rendu notre petit Pays, un grand.


Pubblicato su L'Idée 1/2013

 

PostHeaderIcon Pensieri in libertà sulla galleria nel Malcantone

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  • La galleria da Bioggio a Ponte Tresa non è un'idea nuova della Lega, è una vecchia idea che piaceva alla gente e che l'UDC ha rispolverato nel giugno 2011 tramite un'interrogazione al Consiglio di Stato. Se ben ricordo all'interrogazione è stato risposto picche.
  • In seguito è stato presentato il famoso PAL2, in cui si prevede la costruzione della circonvallazione Agno-Bioggio, con orizzonte di realizzazione 2020. Menzionata è la variante C2 tra Magliaso e Ponte Tresa, ma il cui orizzonte realizzativo è molto più lontano, nemmeno menzionato dal PAL2.
  • Siccome la strada intrapresa è quella delle due circonvallazioni, occorre ora proseguire uniti su questa strada. Votare sì all'iniziativa leghista equivarrebbe a far cadere tutto quanto previsto dal PAL2, comprese le opere di accompagnamento quali il declassamento dell'attuale strada cantonale a favore della mobilità dolce. Il rischio concreto è poi di perdere i finanziamenti della Confederazione, che attualmente è al lavoro sul PAL2.
  • Bocciata l'iniziativa leghista si potrà partire con la Agno-Bioggio e pensare alla C2, magari con qualche adattamento (prossimo PAL3?): a suo tempo qualche dubbio sulla C2 l'avevo espresso, anche se per il resto sono convinto che la "variante del buon senso" sia ormai da scartare.
  • In occasione della raccolta firme per l'iniziativa, come Gruppo Lega-UDC-Ind. avevamo deciso di non appoggiarla. L'UDC Malcantone ha anche già annunciato la sua opposizione all'iniziativa, dando pieno sostegno ai progetti già in essere.
  • Da malcantonese non mancherò di far sentire la mia voce durante la futura campagna contro l'iniziativa, lanciata principalmente per far campagna elettorale leghista a Bioggio alle Comunali dell'anno scorso. Vogliamo una soluzione concreta al traffico il più presto possibile, non ricominciare nuovamente tutto da capo!
 
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