LUCA PALTENGHI

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Opinioni

PostHeaderIcon Due punti fermi per migliorare Magliaso

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In un precedente articolo ho illustrato i miei obiettivi principali in caso di elezione nel Municipio di Magliaso: maggiore comunicazione e trasparenza, manutenzione di strade e canalizzazioni, attenzione al mondo giovanile (Easyvote e posto di apprendistato presso la Cancelleria), nuovo edificio scolastico e apertura prolungata dell’ecocentro.

Vorrei ora soffermarmi sugli ultimi due temi.

Constatato che da parte del Municipio nulla si muoveva, nel 2014 il nostro Gruppo ha presentato una mozione per la progettazione di un nuovo edificio scolastico. Nonostante il preavviso municipale negativo, la commissione della gestione si è riunita in parecchie occasioni nel 2015, giungendo alla presentazione di un rapporto che chiedeva la concessione di un credito per uno studio pianificatorio del comparto scuole. La proposta è stata condivisa dal nostro Gruppo e approvata poi a maggioranza da quasi tutti i gruppi in Consiglio comunale.

Quando nel prossimo autunno sarà pronto lo studio pianificatorio, sarà importante agire affinché si passi rapidamente alle fasi successive, in particolare alla progettazione e alla costruzione del nuovo edificio scolastico. Si tratta senz’altro di un progetto ambizioso e finanziariamente impegnativo, ma sostenibile per le casse comunali senza aumenti del moltiplicatore, anche alla luce degli scarsi investimenti degli ultimi anni. Le future generazioni meritano un nuovo edificio che sostituisca l’attuale che ha ben 108 anni e non è più al passo con i tempi!

Per quel che riguarda l’ecocentro, vanno rivisti ed estesi i giorni e gli orari di apertura, innanzitutto non differenziando tra periodo estivo ed invernale (che va da inizio ottobre a metà marzo), mantenendo l’apertura per tre giorni alla settimana durante tutto l’anno.

Inoltre, vanno ripensati gli orari, per agevolare chi lavora, attualmente limitato dalla chiusura alle 17.00 d’inverno e alle 18.30 d’estate e costretto a sacrificare il sabato pomeriggio (e di riflesso magari anche il weekend) per recarsi all’ecocentro.

Naturalmente ciò non deve creare un carico di lavoro supplementare agli operai comunali, ma va proposto ad esempio tramite la creazione di programmi occupazionali o l’assunzione di avventizi. Un’altra possibilità sarebbe di munire ogni abitante di una tessera d’accesso, come avviene in altri Comuni. L’importante è trovare una soluzione che favorisca i cittadini.

 

Luca Paltenghi

Candidato Lega-UDC-Ind.

per il Municipio e il CC di Magliaso

 

Articolo pubblicato sul Corriere del Ticino del 25 marzo 2016

 

PostHeaderIcon Nuovo entusiasmo per cambiare Magliaso!

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Quasi quattro anni fa iniziavo la mia esperienza in seno al Consiglio comunale di Magliaso, consesso in cui ricopro il ruolo di Presidente dal mese di giugno 2015.

Con la convinzione che le proposte portate dal nostro Gruppo in questo quadriennio possano contribuire a rendere migliore il Comune, mi presento ora quale candidato al Municipio. Un Municipio che ha bisogno di nuovo entusiasmo, dopo che nell'ultima legislatura, per stessa ammissione dei partiti rappresentati, la propositività è venuta a mancare. Il fatto che si liberino ora tre posti su cinque in Municipio lascia ben sperare, a prescindere dal colore politico di chi li occuperà.

Sono convinto che un primo cambiamento di rotta debba avvenire sul piano della comunicazione. Il Municipio dovrà riavvicinarsi ai cittadini: le mie proposte sono di creare un bollettino informativo periodico, sul modello di altri Comuni anche più piccoli, di avere un sito internet più moderno e aggiornato, consultabile anche tramite app, e di informare periodicamente sulle attività principali del Municipio, dando seguito a quanto previsto anche dalla Legge sulla trasparenza. Occorre poi pensare a luoghi e momenti di aggregazione da rilanciare o da creare, con l'aiuto dei movimenti presenti sul territorio: il mercatino di Natale, la biblioteca per adulti, l'aperitivo con le autorità di inizio anno.

Senza dimenticare gli importanti interventi che necessitano le strade e le canalizzazioni comunali, un tema centrale degli investimenti comunali sarà quello relativo ad un nuovo edificio scolastico, tema lanciato dal nostro Gruppo tramite una mozione e che, grazie al decisivo lavoro svolto dalla Commissione della Gestione, ha trovato il consenso del CC: a dicembre 2015 è stata infatti accolta la proposta per un credito per uno studio pianificatorio. Quando nell'autunno di quest'anno sarà pronto lo studio, occorrerà procedere senza indugi.

Maggiore attenzione andrà data all'ecocentro, con degli orari di apertura più estesi per favorire in particolare chi lavora e si trova in difficoltà a causa degli orari attuali.

Del nuovo edificio scolastico e dell’ecocentro parlerò più diffusamente in un prossimo articolo.

Infine, sarà importante avere un occhio attento ai giovani, con la creazione di un posto di apprendistato presso la Cancelleria comunale e la conferma del sostegno a Easyvote, progetto che vuole suscitare entusiasmo verso l'esercizio del diritto di voto.

 

Luca Paltenghi

Candidato Lega-UDC-Ind.

per il Municipio e il CC di Magliaso

 

Articolo pubblicato sul Corriere del Ticino del 15 marzo 2016

 

PostHeaderIcon La domandina del Mattino, 6 dicembre 2015

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Stando all'edizione 2015 del "barometro delle apprensioni" del Credit Suisse, la disoccupazione rimane anche quest'anno la principale preoccupazione degli svizzeri. Eppure c'è chi continua a sostenere che i problemi sul mercato del lavoro svizzero in generale e ticinese in particolare sarebbero frutto di esagerazioni strumentali. Cosa ne pensi?

Credo sia giunta finalmente l’ora che chi fa queste affermazioni esca dalle torri d’avorio da cui emette sentenze, stila statistiche e quant’altro, e viva per qualche tempo la realtà quotidiana di tanti ticinesi. Una realtà che è fatta di grandi incertezze sul proprio presente e futuro professionale; è quindi più che comprensibile che la disoccupazione sia la principale preoccupazione degli svizzeri. Il fatto che non sia solo chi vive in Ticino ad avere questa preoccupazione, dettata da anni di nefasta libera circolazione, ma la Svizzera intera, dovrebbe far suonare più di un campanello d’allarme agli scienziati di cui sopra che, invece di perdersi in inutili sofismi, potrebbero adoperare il proprio ingegno per evitare che il tessuto socio-economico del nostro Paese si deteriori ulteriormente. La realtà spesso mostra cose che la carta e le cifre tendono a voler camuffare.

Luca Paltenghi

Consigliere comunale Lega-UDC Magliaso

 

PostHeaderIcon Altolà ai giudici stranieri!

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Quando nel 1974 la Svizzera sottoscrisse la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), la Costituzione svizzera riconosceva unicamente alcuni diritti fondamentali. Col tempo, poi, i diritti fondamentali sono stati sviluppati dal Tribunale federale e codificati con la nuova Costituzione federale entrata in vigore il 1° gennaio 2000.

Nessuno, in un paese democratico, mette più in dubbio i diritti fondamentali, che servono a proteggere ogni cittadino dall’arbitrio dello Stato, fornendo tutta una serie di garanzie minime. Il Tribunale federale si è per lungo tempo attenuto a questi principi.

Nel corso degli ultimi anni, la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, cui la Svizzera è sottoposta quale Stato aderente alla Convenzione, ha vieppiù esteso la propria interpretazione della CEDU, deducendone nuovi diritti dell’individuo nei confronti dello Stato, imponendo a quest’ultimi nuovi doveri non direttamente deducibili dalla Convenzione.

Alcuni esempi riguardanti la Svizzera illustrano bene la situazione. In un caso di alcuni anni fa, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha stabilito che i cambiamenti di sesso devono essere riconosciuti e rimborsati dall’assicurazione malattia obbligatoria LAMal, sconfessando il Tribunale federale e dando un’interpretazione eccessivamente larga della legislazione elvetica.

In un caso più recente, i giudici di Strasburgo hanno evitato che una famiglia afgana fosse rimandata dalla Svizzera all’Italia, fintanto che questo paese non avesse potuto garantire alla famiglia delle condizioni minime di accoglienza. In questo caso, i giudici sono intervenuti annullando a tutti gli effetti gli accordi di Dublino, che prevedono che una persona possa depositare la propria domanda di asilo in un solo paese, quello di accoglienza; nel caso concreto, l’Italia.

Si tratta di casi dove evidentemente la giustizia europea ha voluto emettere delle sentenze politiche, che i tribunali elvetici non avrebbero mai emesso. Per porre un freno a questa deriva interpretativa del diritto non vi è che un modo: modificare la Costituzione federale, indicando chiaramente che essa è la fonte suprema del diritto svizzero e che questo prevale sul diritto internazionale. È fatta eccezione per il diritto internazionale cogente (o imperativo), ovvero quello che comprende il divieto della tortura, del genocidio, della schiavitù e il rinvio in uno Stato in cui una persona è minacciata di morte o di tortura.

È esattamente quanto chiede l’iniziativa UDC per l’autodeterminazione, la cui raccolta firme è in corso. Se l’iniziativa fosse già in vigore, Consiglio federale e Camere federali non potrebbero più appellarsi al diritto internazionale per, ad esempio, fare melina per non applicare l’iniziativa per l’espulsione dei criminali stranieri. Essa infatti non viola in alcun modo il diritto internazionale imperativo.

Non vi è quindi alcuno scandalo nel proporre quest’iniziativa, né c’è da temere che la Svizzera perda la propria tradizione umanitaria nel caso la CEDU fosse rescissa, perché la nostra Costituzione prevede già una lunga lista di diritti fondamentali.

L’iniziativa permetterebbe di riprendere in mano la nostra legislazione, evitando che dei giudici stranieri dall’alto dei loro scranni di Bruxelles, decidano in casa nostra cosa è giusto e cosa è sbagliato. Perché, fino a prova contraria, in casa nostra decidiamo noi!

Luca Paltenghi

Giurista, candidato Giovani UDC al Consiglio nazionale

 

Apparso sul CdT del 29 settembre 2015

 

PostHeaderIcon La domandina del Mattino, 13 settembre 2015

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In considerazione della situazione internazionale, la Svizzera deve diminuire la propria attrattività per i richiedenti l'asilo? Dovendo fare una scelta di campo, staresti dalla parte dell'Ungheria o di chi vorrebbe sanzionarla?

L’emergenza profughi e le tragedie che vengono mostrate dai media, purtroppo in maniera selettiva, dato che alcune tragedie pare siano meno importanti da mostrare nei vari telegiornali, non devono farci dimenticare che vi sono numerosi falsi richiedenti l’asilo e migranti economici che in base al diritto in vigore non devono essere accolti. La Svizzera deve quindi diminuire la propria attrattività verso queste persone, ed accogliere solo chi veramente fugge da guerre e persecuzioni, nel rispetto della nostra tradizione umanitaria. Indubbiamente, il mio sostegno va all’Ungheria, Paese che in quest’emergenza viene bellamente ignorato dall’UE, in barba alle belle parole sulla coesione europea, e che è quindi costretto ad adottare soluzioni drastiche!

 
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