LUCA PALTENGHI

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Opinioni

PostHeaderIcon Precisazioni sull'interrogazione sulla passeggiata tra Magliaso e Agno

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La "scheggia" di TicinoLibero pubblicata a proposito dell'interrogazione del Gruppo Lega-UDC-Ind. di Magliaso sull'opportunità d'intitolare la passeggiata al lago tra Magliaso e Agno a Bill Arigoni mi dà l'opportunità di spiegare brevemente i motivi che ci hanno portati a questa scelta, qualora dal nostro intervento non risultassero sufficientemente chiari.
La nostra riflessione è partita dalla notizia dell'aggiornamento dello stradario della Città di Lugano e dalla successiva consultazione della recente Ordinanza sulla toponomastica, lo stradario e la numerazione civica che, seppure non si applichi evidentemente al nostro Comune, abbiamo ritenuto meritevole d'attenzione. All'art. 8 cpv. 2 leggiamo infatti che "Nessuna area di circolazione può essere denominata a persone che non siano morte da almeno dieci anni, e ciò per evitare scelte dettate da visioni settoriali o dalla spinta emotiva che segue la scomparsa." Credo che le motivazioni della nostra interrogazione siano contenute tutte in quest'articolo che non necessita di essere ulteriormente sviluppato: un politico è una persona che divide, a maggior ragione se le sue posizioni erano ben profilate e se la memoria e la tragicità della sua morte sono ancora vive. Figuriamoci che c'è ancora chi storce il naso per vie e autosili dedicati al buon Giuseppe Motta che fu addirittura Consigliere federale! D'altronde, per fare un altro esempio, qualcuno ha mai pensato d'intitolare una via a Flavio Maspoli, uno dei pochi politici ticinesi che venivano ascoltati a Berna?
Non è necessario ricordare le parole del segretario cantonale UDC Eros Mellini che giustamente parlava di "togliersi rispettosamente il cappello" di fronte all'avversario politico in occasione della morte di Bill Arigoni. Il nostro Gruppo (e non solo il sottoscritto) nell'inoltrare l'interrogazione non ha voluto certo mancare di rispetto a Bill Arigoni, ma portare uno spunto di riflessione anche per casi futuri e proporre un'alternativa (la targa commemorativa). D'altro canto, nonostante la profonda diversità ideologica tra il sottoscritto e Bill Arigoni, vi sono state diverse sue battaglie che ho condiviso, penso in particolare a quella contro lo zoo e a quelle fatte per Marche Blanche, per cui la mia posizione non è senz'altro macchiata da pregiudizio.
 

PostHeaderIcon Il 15.mo Rally Ronde Internazionale del Ticino scalda i motori!

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Ogni tanto fa bene dedicarsi ad altro, ed ecco quindi che dalla mia passione per la scrittura è nata una piccola collaborazione come giornalista sportivo dilettante per Ticinolive, il cui primo articolo è riproposto qui di seguito.

 

La notizia di pochi giorni fa è di quelle che fanno piacere ad ogni appassionato di motori, di rally in particolare: il Cantone ha autorizzato lo svolgimento della 15ª edizione del Rally Ronde Internazionale del Ticino, che si terrà il 22 e 23 giugno e che quest’anno presenta una novità tutt’altro che trascurabile.

Dopo diversi anni trascorsi confinato nelle zone militari del Monte Ceneri, della Valtrodo e dell’Alpe del Tiglio, si torna infatti su strade normalmente aperte al traffico.
Il rally si svolgerà in Valcolla, con una prova speciale di 15 km che verrà ripetuta quattro volte, secondo quella che è la formula delle ronde. La prova sarà valida per il campionato svizzero rally e per la Lombardia Ronde Cup, il che garantirà anche la presenza di un buon numero di partecipanti d’oltrefrontiera, oltre che una sempre folta cornice di pubblico.

Il via ufficiale alla manifestazione verrà dato venerdì 22 giugno alle 18.30 da Piazza Riforma a Lugano, dopo l’esposizione delle vetture in Piazza Rezzonico e Via Nassa, mentre già alla mattina si svolgeranno le verifiche amministrative e tecniche.
I giochi si faranno seri a partire da sabato mattina alle 08.00 quando da Lugano-Stadio (dove sarà allestito il parco assistenza), i bolidi si sposteranno in Valcolla per affrontare quattro volte la speciale in programma, che dovrebbe ripercorrere all’incirca le strade della “vecchia Valcolla” che gli appassionati ricordano come una delle prove speciali più interessanti in vigore alcuni anni fa. Purtroppo non è stato confermato lo svolgimento al venerdì sera dello Shakedown “Loris Kessel”, come previsto in un primo tempo.

Il ritorno su strade normali può essere senz’altro salutato con piacere, grazie al lavoro che l’inossidabile organizzatore del rally di casa nostra Max Beltrami e i suoi collaboratori svolgono durante tutto l’anno, nella speranza di rivedere in futuro anche le mitiche prove della Magliasina, della Valle di Muggio, del San Salvatore, della Valle Maggia,…
Il rally è anche un’occasione per promuovere la nostra regione in chiave turistica, come altri Cantoni hanno capito da tempo. Ne è un esempio il Vallese che grazie al sostegno unanime di Cantone e Comuni ospita ora uno dei rally più affascinanti del continente e che nel corso degli anni ha saputo inserirsi in prestigiosi campionati internazionali (campionato europeo, Intercontinental Rally Challenge) e che si trova ora sulla soglia di una candidatura per il campionato mondiale.
Anche il Rally del Ticino aveva assunto diversi anni fa un’importanza internazionale arrivando a far parte dell’International Rally Cup, prima di essere costretto ad uno stop forzato nel 2006 ed in seguito al confinamento in zone militari.

Tornando al presente, Ticinolive seguirà da vicino il 15º Rally del Ticino e nel corso delle prossime settimane proporrà anche un’intervista ad un giovane pilota di casa nostra, per poi arrivare al 22 e 23 giugno con notizie e resoconti di un weekend a tutto gas!

 

PostHeaderIcon Interventi sui domenicali del 25.03.2012

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Forum del Mattino della domenica del 25 marzo 2012:

I tre grossi sindacati Cgil-Cisl-Uil e la Camera di com­mercio di Varese hanno pubblicato un “Vademecum” del frontaliere, di fatto un invito ai loro concittadini a tentare la via del frontalierato. Come valuta questa ini­ziativa?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Caffè del 25 marzo 2012:

 

PostHeaderIcon Intervento al Congresso UDC Ticino: I giovani e la politica

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Caro presidente, care amiche, cari amici

In vista delle elezioni comunali, assieme ad una giovane candidata di Agno, ho firmato un articolo sul Corriere del Ticino spronando in particolare i giovani ad andare a votare i giovani, in modo da favorire un ricambio generazionale e garantire al nostro Paese un futuro di democrazia e libertà. Scorrendo le liste di Magliaso, dove sono candidato, mi sono accorto infatti che l'età media dei candidati sulle varie liste per il Consiglio comunale e il Municipio si situa tra i 43 e i 51 anni, mentre i candidati con meno di 35 anni non sono nemmeno un terzo del totale. È chiaro, se un giovane non vota, figuriamoci se si candida! Mi sono accorto di persona, coordinando il Gruppo, che la ricerca di candidati, soprattutto giovani, è difficoltosa.

Cosa fare per invitare i giovani a far politica? Ecco la grande domanda. Occorre renderli attenti all'importanza che determinate scelte hanno sulla loro vita. Occorre poi che i partiti abbiano una sezione giovane realmente attiva e propositiva, che non sia unicamente un alibi da sbandierare prima delle elezioni, come è il caso per altri partiti. Io, questa sezione l'ho trovata nell'UDC, e grazie a Marco Chiesa e Pierre Rusconi nel 2008 sono entrato nei Giovani UDC, sezione che con Lara Filippini e Alain Bühler abbiamo rilanciato. Il partito ci ha sempre lasciato ampi margini d'azione, dimostrando così la sua fiducia in noi. Personalmente poi ho potuto accedere alla carica di segretario generale dei Giovani UDC Svizzera nel febbraio 2011 e da qualche mese sono assistente parlamentare per il nostro consigliere nazionale Pierre Rusconi, con cui condivido gioie e dolori delle sessioni del Consiglio nazionale a Berna. Il nostro partito ha dimostrato di credere nei giovani e di volergli dare spazio; mi auguro che in futuro altri ragazzi possano seguire le mie -le nostre- orme!

24 marzo 2012

 

PostHeaderIcon Deputazione ticinese alle Camere: un cambiamento di paradigma

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Lunedì 12 marzo, il Consiglio nazionale ha approvato tacitamente una mozione della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati, che chiede genericamente di rinegoziare l'accordo sui frontalieri con la Repubblica italiana, nonché un'iniziativa cantonale ticinese che si spinge ancora più in là chiedendo di rinegoziare tale accordo attenuando l'ammontare del ristorno a carico di Ticino, Grigioni e Vallese attualmente al 38.8%, portandolo al 12.5% come concesso all'Austria. Nel caso ciò non dovesse avvenire, l'iniziativa ticinese chiede di riversare al Ticino la differenza tra il ristorno del 38.5% concessa all'Italia e il 12.5% concesso all'Austria. In tal modo, il Consiglio nazionale ha voluto indicare chiaramente che la situazione relativa al frontalierato è radicalmente cambiata rispetto a quando fu negoziato e concluso l'accordo nel 1974 e che il Ticino non deve più fungere da vittima sacrificale per gli interessi della Confederazione.

Un importante ruolo nell'accettazione dell'iniziativa cantonale è stato svolto dalla Deputazione ticinese, i cui membri (o la quasi totalità) si sono chiaramente attivati presso il proprio gruppo parlamentare per sensibilizzare i colleghi sul tema, e sono addirittura intervenuti in sei (più un relatore) a pungolare la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf durante la discussione. Sollecitata dal consigliere nazionale UDC Pierre Rusconi, la consigliera federale ha inoltre chiaramente indicato che la Confederazione non è contraria al blocco dei ristorni da parte del Canton Ticino e che persegue una soluzione globale con l'Italia nell'ambito degli accordi di doppia imposizione

La domanda sorge spontanea: saremmo giunti allo stesso risultato anche con la vecchia Deputazione, chiaramente profilata verso il centro-sinistra? È lecito dubitarne. L'importante cambiamento di paradigma che ha spostato l'asse della Deputazione ticinese verso il centro-destra lascia ben sperare in vista di temi determinanti per il futuro del Canton Ticino, in primis il completamento del tunnel autostradale del San Gottardo di cui si discuterà ancora nel corso di quest'anno. Proprio alcuni giorni fa sono state consegnate a Berna 20'000 firme per una petizione che chiede due tunnel del San Gottardo; grazie al lavoro della nostra Deputazione anche numerosi parlamentari influenti appartenenti a diversi schieramenti politici erano presenti e hanno potuto comprendere le rivendicazioni ticinesi. Un buon auspicio in vista del determinante voto che avrà luogo in Consiglio nazionale e in Consiglio degli Stati.

Luca Paltenghi, assistente parlamentare UDC


Pubblicato su La Regione del 21 marzo 2012

 
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