LUCA PALTENGHI

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Domenica 11 dicembre 2011 a "Linea Rossa" si è discusso di stranieri. Clicca qui e guarda la puntata: dal minuto 27:45 una mia breve intervista.

 

11 dicembre 2011

 

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UDC fuori dal governo se uno dei nostri candidati non sarà eletto – L’Intervista

Francesco De Maria: Luca “Gege” Paltenghi, quanti anni hai? E quando sei entrato nell’UDC?
Luca Paltenghi: Ho 26 anni e sono entrato nell’UDC nell’autunno 2008. Faccio parte della Direttiva con il ruolo di responsabile per i media. Ricordo con piacere che era un sabato e ci trovammo io, la presidente dei Giovani UDC ticinesi Lara Filippini, Alain Bühler che in seguito assunse il ruolo di segretario del movimento, nonché Pierre Rusconi (da pochi mesi al timone del partito) e Marco Chiesa. Fu proprio Chiesa a proporre l’incontro e a convincerci che potevamo rilanciare la sezione ticinese dei Giovani UDC, ricostituita da Lara Filippini l’anno precedente, facendo germogliare il seme dell’interesse politico che già coltivavamo da qualche anno fuori dal partito.

FDM: Ti è stato conferito l’importante incarico di Segretario generale dei giovani UDC svizzeri. Quali sono i tuoi compiti?
LP: Il compito principale è sicuramente quello dell’allestimento dei verbali delle assemblee dei delegati dei Giovani UDC Svizzera che si svolgono ogni tre mesi circa, ogni volta in un cantone differente, nonché dei verbali delle riunioni del Comitato (composto dai membri della Direttiva e dai rappresentanti delle sezioni cantonali) che generalmente precedono le assemblee. Sono tenuto poi a partecipare alle riunioni della Direttiva nazionale dei Giovani UDC a Berna e potrebbero esservi in futuro delle conferenze stampa a cui dovrò partecipare in modo che sia presente anche una persona di lingua italiana.
È importante per noi che nella Direttiva siano rappresentate le tre regioni linguistiche svizzere, e per questo mi occupo anche delle traduzioni in italiano degli articoli e dei comunicati stampa del movimento.

FDM: In ottobre correvi per il Consiglio Nazionale. Racconta questa esperienza.
LP: Sono molto felice di aver potuto fare quest’esperienza e di aver fatto parte di quel gruppo di candidati che ha portato alla conquista del primo seggio UDC Ticino in Consiglio nazionale! Ho avuto l’occasione di confrontarmi con altri giovani candidati, ma anche con politici più navigati o addirittura con dei consiglieri nazionali uscenti, in televisione o alla radio, nei licei, nelle università o nei dibattiti organizzati da alcune associazioni: è stato tutto molto arricchente, anche da un punto di vista umano e non per forza politico.
Se guardiamo il mio risultato da un punto di vista strettamente numerico, nonostante l’ultima posizione sulla lista, ritengo di aver raccolto un buon numero di consensi, considerato che il mio nome è ancora poco conosciuto e che la famosa “rigatura” si è abbattuta su di me. Sono molto soddisfatto anche del risultato a livello comunale, che è un grande stimolo per le elezioni comunali per cui sto già lavorando come coordinatore del gruppo Lega-UDC-Indipendenti.
Quest’esperienza quale candidato al Nazionale mi ha inoltre permesso di accedere a Palazzo federale quale assistente parlamentare di Pierre Rusconi, che da alcuni giorni seguo a Berna durante le sedute del Consiglio nazionale.

FDM: Con te in lista c’era Lara Filippini, ora divenuta Granconsigliera. Andate d’accordo? Collaborate?
LP: Certamente, andiamo d’accordo e questo è importante per portare avanti il lavoro all’interno della Direttiva dei Giovani UDC Ticino. Dati i nostri ruoli e le cariche che occupiamo a livello cantonale e nazionale, collaboriamo strettamente per mantenerci sempre aggiornati sui temi da affrontare e sugli incontri del partito.
Io e Lara Filippini ci siamo conosciuti in occasione di una Sessione federale dei giovani, per cui quando sono entrato a far parte dei GUDC vi era già tra di noi un rapporto di amicizia.

FDM: Sei stato mio allievo a Lugano 1. Vuoi tornare agli anni non troppo lontani della scuola?
LP: Ricordo i suoi racconti di Ruffini, un uomo che andava a cavallo e che aveva una folta barba bianca, ma anche di Monsieur de La Palice, che cinque minuti prima di morire era ancora vivo (da cui il termine lapalissiano)!
Chiusa la parentesi simpatica (non ho imparato solo questo alle sue lezioni però!), gli anni trascorsi al liceo sono stati di grande utilità per il periodo universitario e professionale che ne è seguito. Guardando con un certo distacco quegli anni (ho terminato il liceo nel 2004), sono ben contento di aver avuto insegnanti severi, anche se sul momento non sempre apprezzavo questa severità!
Sempre pensando alla mia esperienza scolastica, ritengo invece che questa severità talvolta mancasse nella scuola media e che ci si potesse permettere di passare l’anno senza impegnarsi granché, anche se comunque non era il mio caso.
A questo proposito, potrei riallacciarmi alle proposte che sono uscite dai gruppi di lavoro della giornata dedicata ai problemi della scuola organizzata dall’Associazione Società Civile della Svizzera Italiana.

FDM: L’elezione d’autunno non ha sorriso all’UDC. Agli Stati in particolare è andata veramente male: pochi seggi conquistati, Blocher senza chance, persino il presidente Brunner…
LP: Sono andato a rileggere le parole di Toni Brunner quando fu lanciato il cosiddetto “assalto agli Stati”. Il nostro presidente disse che l’UDC ambiva a conquistare a medio termine una rappresentanza agli Stati proporzionale alla forza del partito e che già quest’anno avrebbe lanciato nella corsa alcune personalità importanti.
Non ha mai detto che quest’anno avremmo “sbancato”. A mio avviso però è impensabile un’avanzata importante agli Stati, soprattutto fintanto che tutti gli altri partiti, dalla sinistra al centro, si alleano per impedire l’elezione di un rappresentante UDC.
Detto ciò, l’UDC ha perso seggi anche in Consiglio nazionale e questo può essere dovuto a diversi fattori: innanzitutto una campagna quasi monotematica: abbiamo battuto il chiodo sull’iniziativa contro l’immigrazione di massa, trascurando altri temi importanti del nostro programma quali la lotta per la sovranità del nostra Paese e contro l’adesione all’UE. Poi forse c’è stata una certa sufficienza, una presunzione nel credere che saremmo rimasti al livello di quattro anni fa o che avremmo addirittura sfondato la soglia del 30% sull’onda del risultato già acquisito o delle iniziative popolari vinte in votazione, e sono stati trascurati i segnali che dicevano che gli altri partiti stavano facendo alleanze e congiunzioni per farci perdere o non farci guadagnare nuovi seggi (penso ad Obwaldo, al Giura o a Friborgo).

FDM: Il danno causato al partito nel dicembre 2007 appare oggi in tutta la sua evidenza. Dopo l’ampia vittoria dell’ottobre, ci fu leggerezza o la botta era imparabile?
LP: Sicuramente dopo l’autunno 2007 vi fu l’euforia generata dal grande risultato ottenuto. Quanto questa possa essere colpevole ed aver influito sulla defenestrazione di Christoph Blocher è difficile dirlo; tendo piuttosto a pensare che la grande vittoria ottenuta dal partito abbia provocato numerosi attacchi di bile ai personaggi del centro e della sinistra che in seguito complottarono per destituire Blocher: non credo vi fossero segnali premonitori di una mossa di questo tipo, che per stessa ammissione dei suoi ideatori venne organizzata in breve tempo e a poche ore dalla fatidica data del 12 dicembre 2007.

FDM: Il 14 dicembre è vicino. Quel giorno sarà per l’UDC il momento della verità. Sei ottimista?
LP: Un pessimista è un ottimista bene informato, diceva qualcuno. Sicuramente le informazioni di cui siamo in possesso ci dicono che in questo momento non c’è tanto da essere ottimisti in quanto Eveline Widmer-Schlumpf raccoglierebbe un maggior numero di consensi rispetto ad un candidato UDC, in quanto godrebbe del sostegno del suo PBD, del PPD, dei Verdi e del PS, con quest’ultimo partito che giustifica con affermazioni degne di Pinocchio la permanenza della ministra grigionese in Consiglio federale!
Attenzione però che la candidatura di Hansjörg Walter sul ticket UDC al posto di Bruno Zuppiger potrebbe sconvolgere le carte in tavola: diventa ora infatti difficile e poco giustificabile per la sinistra e i suoi accoliti non votare un candidato che loro stessi votarono contro Ueli Maurer quando quest’ultimo entrò in governo e che pochi giorni fa è stato trionfalmente eletto alla presidenza del Consiglio nazionale.

FDM: La “santa alleanza” anti-UDC punta alla conferma di Eveline Widmer Schlumpf, alla negazione del secondo seggio all’UDC. Quali le migliori probabilità dell’UDC di sventare gli attacchi?
LP: L’UDC ha presentato un ticket formato da persone competenti, Hansjörg Walter e Jean-François Rime, dando all’Assemblea federale la scelta tra ben due persone per ristabilire la concordanza. La “santa alleanza” che lei cita punta a rieleggere Widmer-Schlumpf adducendo giustificazioni sempre meno credibili. Sono certo che anche all’interno delle due Camere e dei partiti che sponsorizzano la rielezione della ministra traditrice grigionese vi sono persone che stanno riflettendo se veramente vogliono continuare su questa strada, rompendo definitivamente la concordanza (quella vera, non quella priva di senso utilizzata per sciacquarsi la bocca da certi personaggi) o se invece vogliono che l’UDC, quale primo partito svizzero, abbia diritto a due seggi, accanto ai due di PS e PLR e all’unico seggio del PPD. Ecco, sono queste le persone da convincere per rendere più probabile l’elezione di un nostro rappresentante in Consiglio federale.

FDM: Oskar Freysinger ha detto: “Non avremmo mai dovuto accettare una situazione così penalizzante, con il solo Ueli Maurer alla difesa. Molto meglio sarebbe stato starcene fuori dal governo, del tutto!” Che ne pensi?
LP: Personalmente sono d’accordo con Oskar Freysinger! Quando fu eletta Widmer-Schlumpf, andammo all’opposizione facendo un gran fragore; appena se ne presentò l’occasione tornammo invece in governo, anche se con un consigliere federale in meno rispetto a quanto ci spetta. Meglio sarebbe stato restare coerentemente all’opposizione per tutta la legislatura, e presentare quest’anno due candidati per tornare in Consiglio federale.
Nel caso tra pochi giorni uno dei nostri candidati non fosse eletto, e il solo Ueli Maurer si trovasse nuovamente in Consiglio federale da solo sarà il caso di riflettere veramente se vogliamo continuare su questa situazione, che è penalizzante anche per lo stesso Maurer, o se vogliamo fare un’opposizione dura al Consiglio federale uscendo dal governo.

FDM: Perchè la Weltwoche attacca Bruno Zuppiger, candidato UDC al Consiglio federale?
LP: Non leggo regolarmente la Weltwoche, ma fin da mercoledì ero al corrente di questo articolo che sarebbe apparso il giorno seguente. L’attacco della Weltwoche a Bruno Zuppiger, che nel frattempo ha ritirato la sua candidatura, è a mio parere da ascrivere alla volontà di qualcuno di bloccare l’ascesa del consigliere nazionale zurighese al Consiglio federale.
Giovedì a Palazzo federale, tra i membri dell’UDC, regnava l’incredulità e l’incertezza sul perché questo attacco giungesse dalle colonne di un settimanale notoriamente vicino al nostro partito. Si è detto tutto e il contrario di tutto sull’autore della fuga di notizie: potrebbe essere qualcuno esterno al partito ma non alla vicenda che ha coinvolto Zuppiger, potrebbero essere i “blocheriani” perché Zuppiger non ha mai fatto parte di questa cerchia, potrebbero essere gli “anti-blocheriani” per indebolire Blocher stesso che personalmente ha chiesto a Zuppiger di candidarsi.
Non so rispondere però nel dettaglio, posso solo fare delle ipotesi come tutti, ma tendo ad escludere la pista interna in quanto unicamente la direzione del partito era al corrente della vicenda.

FDM: L’UDC sta declinando, declinerà?
LP: No, il partito non sta declinando, ne sono convinto! Certamente il risultato raggiunto nel 2007 è stato eccezionale e non si vedeva da parecchi decenni un partito così forte quanto a percentuale e numero di seggi. Forse ci si è illusi di poter crescere ancora, cosa alquanto difficile anche data l’alleanza tra le altre forze politiche in chiave anti-UDC, ma il risultato raggiunto quest’anno ci garantisce ancora ampiamente il primato nazionale.
Ricordo che quattro anni fa, con l’espulsione di Widmer-Schlumpf e di tutta la sezione grigionese con conseguente nascita del PBD in vari cantoni, abbiamo perso per strada circa il 4-5% di elettori e quest’anno siamo scesi al 26.6%, rispetto al 28.9% del 2007, per cui abbiamo perso meno di quanto ci si potesse immaginare.
Occorre poi sottolineare che in termini di cifre pure l’UDC ha comunque guadagnato elettori rispetto a quattro anni fa; solo il marcato aumento dei votanti ha fatto scendere la percentuale. Guarderei poi con ottimismo ai risultati positivi registrati in Romandia, dove solo a causa delle congiunzioni degli altri partiti non sono stati guadagnati seggi, o nei Grigioni, dove il partito è stato completamente rifondato, nonché in Ticino dove abbiamo ottenuto con le nostre forze il primo consigliere nazionale: è da qui che dobbiamo ripartire per il futuro per recuperare i seggi persi, dando anche maggiore autonomia alle sezioni cantonali.

 

Fonte: Ticinolive

 

10 dicembre 2011

 

PostHeaderIcon Lo sbarco a Berna in Consiglio nazionale

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di Pierre Rusconi* e Luca Paltenghi**


Berna, lunedì 5 dicembre 2011, ore 14.30: dopo le formalità e i discorsi di rito, i 200 consiglieri nazionali eletti prestano giuramento o promettono solennemente fedeltà alla Costituzione. Tra questi anche Pierre Rusconi, primo consigliere nazionale dell’UDC Ticino dopo 90 anni di storia. È un momento storico per il nostro partito e un grande onore per Pierre Rusconi!

Ma non c’è tempo per troppi festeggiamenti che già bisogna pensare ad affrontare i numerosi temi importanti all’ordine del giorno in queste prime settimane della nuova legislatura.

Quali esempi possiamo citare le differenti mozioni presentate nell’ambito energetico, che vanno dall’uscita dal nucleare a tappe, a cui il nostro partito si oppone fintanto che non vi saranno alternative credibili ed economicamente sostenibili, alla garanzia della prosecuzione della ricerca nucleare nel nostro Paese, assolutamente necessaria per il futuro. Il Consiglio nazionale ha inoltre trattato e purtroppo accettato l’introduzione della giurisdizione costituzionale e l’abrogazione dell’art. 190 della Costituzione che prevede la supremazia delle leggi federali. Si tratta di un grave attacco ai diritti popolari e alla democrazia diretta in quanto la giurisdizione costituzionale rafforzerebbe la politicizzazione della giustizia e darebbe ai tribunali delle competenze che oggi appartengono al Parlamento e ai cittadini. Altro tema importante discusso è stato un primo controprogetto indiretto all’iniziativa di Thomas Minder contro le retribuzioni abusive, che prevedeva la tassazione delle imprese per i bonus che oltrepassano i 3 milioni di franchi. Fortunatamente la Camera bassa non ha dato seguito a questo progetto che sarebbe sfociato in un problema di doppia imposizione. Infatti, a differenza di quello che la sinistra voleva far credere, i bonus sono comunque già tassati, in quanto fanno evidentemente parte del reddito imponibile del manager che li dichiara!

Non dimentichiamo poi che all’ordine del giorno di questa sessione parlamentare vi è l’importante elezione del Consiglio federale del 14 dicembre 2011, che al momento in cui scriviamo queste righe non si è ancora svolta. L’UDC chiede di ristabilire la concordanza e di eleggere un proprio membro in Consiglio federale, al posto di Eveline Widmer-Schlumpf, la cui permanenza in governo non è giustificata dai risultati ottenuti lo scorso 23 ottobre 2011 dal PBD.

Non manca dunque il lavoro da fare in Consiglio nazionale, ma anche nella Commissione della politica estera in cui siederà Pierre Rusconi che durante le sessioni sarà accompagnato da Luca Paltenghi, segretario generale dei Giovani UDC Svizzera. Anche per lui si tratta di una nuova esperienza che sicuramente potrà essere molto interessante! I primi giorni sono stati dedicati all’ambientamento a Palazzo federale, alla scoperta dei numerosi corridoi e locali, alla conoscenza delle persone chiave e alla comprensione dei meccanismi complessi alla base del lavoro parlamentare. Una volta assimilate tutte queste novità non mancheranno certamente le occasioni di apprendere, conoscere a fondo la politica federale e, perché no, dare qualche impulso propositivo.

Il lavoro a Berna non manca certamente, le premesse sono buone: non mancheremo di impegnarci per difendere gli interessi del Ticino a Berna e di tenervi informati!

Un saluto da Berna!

 

Pierre Rusconi, Luca Paltenghi

 

* Consigliere nazionale UDC Ticino        ** Assistente parlamentare

 

9 dicembre 2011

 

PostHeaderIcon Intervista per TicinoLibero sulle elezioni federali

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Finite le elezioni è tempo di bilanci. Lo sguardo è ora rivolto all’elezione del Consiglio federale. Ne abbiamo discusso con il segretario dei Giovani UDC svizzeri, nonché candidato al Consiglio nazionale fra le fila dell’UDC Ticino, Luca Paltenghi.

 

Luca Paltenghi, voi e la Lega al Consiglio degli Stati avete candidato Sergio Morisoli, che non è stato eletto. Forse, con i tempi che corrono, la scelta di candidare un neoliberista non era delle migliori, non crede?
Io trovo che si trattava comunque di un candidato che poteva rappresentare un’intera area, dall’UDC alla Lega, fino ai liberali scontenti del loro partito. In questo senso era una candidatura giusta. Sul fatto che non fosse il momento giusto per presentare un candidato neoliberista… francamente non lo so, è un’affermazione che mi lascia un po’ perplesso.

Allora, secondo lei, per quale ragione non ha sfondato?
Sicuramente ha saputo raccogliere un interessante numero di voti, anche rispetto a sei mesi fa quando si è presentato alle elezioni cantonali. C’è da dire che tutti i candidati erano molto competenti, al di là delle loro idee. Avevano tutti le carte in regola per ambire ad avere un seggio agli Stati. Adesso dire cos’è quel qualcosa in più che è mancato è difficile da dire. Bignasca ha detto che ha pagato dazio perché fino a pochi mesi fa era nei liberali, e quindi è stato visto come un voltamarsina: io sono un po’ scettico su questa interpretazione, anche perché mi sembra che lui sia rimasto più o meno fedele alle sue idee, era il suo vecchio partito che stava prendendo un’altra direzione. Può darsi che in parte non sia piaciuto ad una certa frangia della Lega.

Si riferisce alle critiche che aveva avanzato Donatello Poggi?
Sì, in parte. Comunque si sa che c’è una parte dell’elettorato leghista che non si può propriamente definire un elettorato di destra o vicino agli ambienti liberali. Dall’UDC penso sia stato sostenuto da tutti o quasi, nella Lega forse c’era qualcuno che non vedeva così di buon occhio la candidatura di Morisoli. Secondo me la candidatura era giusta e la persona competente.

Parliamo del suo di risultato. Lei era candidato al Consiglio nazionale. Qualcuno deve pur arrivare ottavo, e per l’UDC è lei che si è piazzato in questa posizione. È rimasto deluso?
No, deluso no. Innanzitutto perché abbiamo presentato una lista con nomi importanti, con cinque granconsiglieri, una prima subentrante, un municipale, di Blenio ma comunque molto amato dalla componente agraria del partito (e infatti il suo risultato nelle zone rurali è stato eccezionale). Io sono partito non con un’ambizione di classifica, ma con quella prima di tutto di aiutare per quanto possibile il partito nell’ottenere questo benedetto seggio. Poi anche con l’ambizione di farmi un’esperienza, che per me è stata davvero un’esperienza arricchente, e con l’ambizione di farmi conoscere per il futuro, se avrò ancora il tempo e la voglia di fare politica a questi livelli. In particolare sono contento del risultato nel mio Comune, Magliaso, che mi lascia ben sperare in vista delle elezioni comunali del prossimo anno. Non mi aspettavo di fare chissà che cosa, i miei 6 mila voti e passa li ho presi, sono contento così. Se posso togliermi un sassolino dalla scarpa, a dispetto di persone che non avrebbero voluto vedermi in lista.

All’interno dell’UDC?
Anche all’interno dell’UDC. Ma i rosiconi ci sono ovunque.

Guardiamo avanti. Il suo partito rivendica con forza un secondo seggio in Consiglio federale. Lei che è anche segretario dei Giovani UDC a livello svizzero, avete già un’idea di chi sostenere?
A livello di giovani non è ancora stata presa una decisione sul nome da sostenere. La nostra convinzione è che i numeri ci danno ragione, abbiamo diritto ad un secondo seggio. Per i nomi, si sono presentate per il momento un paio di candidature, ma non se n’è ancora discusso.

Ma appunto, ci sembra che l’UDC sia in ritardo. Il PSS, che deve sostituire Micheline Calmy-Rey, ha già chiuso le candidature e questa settimana dovremmo sapere chi – fra i quattro candidati – sarà proposto all’Assemblea federale. Dell’UDC si sa ancora poco o niente… .
È una strategia diversa, se non erro entro il 29 novembre i candidati devono presentarsi. I nomi che si fanno sono il vodese Guy Parmelin, poi c’è Hannes Germann, da tempo si discute di Jean-François Rime. Penso che l’UDC voglia anche attendere la decisione del ticket socialista, perché se nel ticket socialista c’è anche un friborghese (Alain Berset, ndr.), è più difficile presentare una candidatura UDC froborghese. E questo anche se in teoria il secondo seggio UDC dovrebbe essere conquistato prima, dato che quello socialista sarà l’ultimo a venir eletto.

E una candidatura Borradori? Anche se leghista, potrebbe rappresentare l’UDC?
Potrebbe sicuramente essere una candidatura di area, che potrebbe andare bene all’UDC e al Ticino. Potrebbe essere un nome che riscuote consensi vista l’esperienza in Consiglio di Stato e vista la sua area politica di appartenenza, e anche per il fatto che è una persona che sa trovare il consenso, non è su una linea “dura” di certi esponenti dell’UDC. Avrebbe tutte le carte in regola per presentarsi come candidato.

Per il Ticino però per il momento è candidata Marina Carobbio. Ticinese, ma di sinistra, lei come la vede?
A livello ideologico forse è troppo profilata. Se a Blocher si rimproverava di essere troppo profilato da una parte, lei su certi temi sicuramente è troppo profilata dall’altro. Da un punto di vista delle competenze, e del fatto che il Ticino ha bisogno di un proprio rappresentante a Berna, se dovesse essere presentata sul ticket socialista, indubbiamente potrebbe avere il sostegno dei rappresentanti del Ticino. Dal mio punto di vista dico: a patto che lei sostenga il raddoppio dell’UDC in Consiglio federale.

Questa mattina abbiamo riportato della notizia che Le Matin si schiera apertamente contro la possibile elezione di Marina Carobbio in Consiglio federale. Cosa ne pensa?
Quando l’ho letto mi ha dato fastidio. Da noi si dice che sono gli svizzero-tedeschi che ce l’hanno contro il Ticino, ma quando c’è l’occasione sono i romandi che si vogliono tenere per loro quello che hanno, e del Ticino se ne fregano. L’affermazione secondo cui la Romandia produce un quarto del PIL, che hanno 1,7 milioni di abitanti, che devono sviluppare le loro infrastrutture ferroviarie, … sembra che sia tutto molto più importante del Ticino, e che il Ticino non ha problemi che debbano essere portati a Berna.

 

24 novembre 2011

 

PostHeaderIcon Coppie omosessuali e adozioni: gli dai un dito e ti prendono un braccio!

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La commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati ha deciso all'unanimità di sostenere una mozione che permetterebbe alle coppie omosessuali di poter adottare dei figli, dando così seguito ad una petizione delle lobby gay e andando contro la decisione del Consiglio nazionale che aveva bocciato la proposta nel corso della sessione autunnale con 97 voti contro 83.

La decisione di questa commissione degli Stati è una vera e propria truffa democratica: infatti, quando si era trattato di adottare la Legge sull'unione domestica registrata si era inserito il divieto dell'adozione nella legge per fare in modo che quest'ultima fosse approvata dal popolo. Dopo aver dato rassicurazioni in lungo e in largo sul fatto che nessuno avrebbe voluto in futuro abrogare tale divieto, appena cinque anni dopo ecco che le lobby gay cambiano le carte in tavola chiedendo di permettere a gay e lesbiche di adottare dei figli, in particolare se si tratta del figlio o della figlia del proprio partner!

Constato che se da una parte si cerca di mettere al centro della legge il benessere del bambino, ad esempio con la recente adozione da parte del Consiglio federale della modifica del Codice civile che introdurrà la regola dell'autorità parentale congiunta, dall'altra ci si dimentica completamente di questa centralità, nonché della volontà dell'altro genitore del bambino che magari (anzi, sicuramente) non vuole che il proprio figlio sia cresciuto da una coppia omosessuale! È infatti risaputo, e una maggioranza schiacciante degli psichiatri lo conferma, che nella formazione dell'identità di un bambino l'identificazione sessuale con il padre o con la madre è un elemento fondante dell'identità. Non si può quindi assolutamente cancellare una delle due figure, sostituendola con un'altra dello stesso sesso! Mi auguro quindi che il plenum del Consiglio degli Stati bocci tale proposta scellerata!

 

21 novembre 2011

 
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