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Micheline Calmy-Rey, presidente della Confederazione nel 2011, ha dichiarato in un'intervista che nel suo anno di presidenza lavorerà per migliorare e approfondire i rapporti della Svizzera con l'Unione europea. Una maggiore dinamicità degli accordi bilaterali non va ottenuta a scapito della nostra sovranità e della democrazia diretta.

All'apparenza sono belle parole quelle della nostra ministra degli esteri, ma si sa che spesso tra il dire e il fare c'è di mezzo "e il". È ormai chiaro a tutti, o perlomeno a chi non vive con il paraocchi ideologico, che gli attuali accordi bilaterali hanno fallito e che vanno rivisti. In particolare, la libera circolazione sta portando criminalità da est e un numero di lavoratori frontalieri molto superiore a quanto richiesto dal mercato del lavoro elvetico. Ridicole a tal proposito sono le reazioni che arrivano da oltre confine alla campagna di balairatt.ch, rea di aver sollevato problemi importanti, con politicanti vari che ci accusano di non rispettare gli accordi bilaterali e richiedono addirittura al Consiglio europeo e alla Commissione europea di intervenire! Ovvio quindi che una delle priorità del nostro governo dovrà essere quella di migliorare i rapporti con l'UE; e questo miglioramento non può che passare tramite un'approfondita discussione che riguardi la revisione degli accordi bilaterali! Essi vanno rinegoziati, in modo che "bilaterali" non resti solo un aggettivo accostato casualmente al sostantivo "accordi", ma che definisca veramente quelli che sono gli accordi tra il nostro paese e l'UE, ovvero degli accordi da cui tutte le parti traggono giovamento. Attualmente, invece, gli accordi sono unicamente unilaterali e favoriscono la sola UE, in primis i paesi che confinano con la Svizzera.

La futura presidente della Confederazione, che già non gode più di grande sostegno tra la popolazione e tra i parlamentari (ne è prova la sua elezione a presidente con il peggior risultato di sempre), farebbe quindi bene ad impegnarsi in questo senso per migliorare i rapporti Svizzera-UE. Che non si azzardi a proporre soluzioni alternative, per esempio avvicinandosi alle richieste di Bruxelles che chiede un abbandono degli accordi bilaterali e l'adesione del nostro paese ad un'entità sovranazionale ormai fallità e senza legittimità democratica come l'UE! Ministro avvisato, mezzo salvato!

28 dicembre 2010