In occasione del Primo agosto, festa nazionale svizzera, vi proponiamo la riflessione in esclusiva per TicinoLibero di Luca Paltenghi, segretario nazionale dei Giovani UDC
“Al principio del mese d’agosto” del lontano 1291, 720 anni or sono, tre intrepidi e lungimiranti vallerani di Uri, Svitto e Untervaldo unirono le loro forze e siglarono il Patto eterno “allo scopo di meglio difendere e integralmente conservare sé ed i loro beni”e di “non accogliere né riconoscere in qualsiasi modo, nelle suddette valli, alcun giudice” che “non sia abitante delle nostre valli o membro delle nostre comunità”. Gli stessi temi li troviamo nel Patto di Torre del 15 febbraio 1182; possiamo quindi affermare senza timore che il Patto di Torre è un precursore del Patto eterno confederale. Tale patto affermava infatti la volontà dei vallerani di Blenio e Leventina di liberarsi da ogni signoria e di non accettare l’amministrazione della giustizia da parte di alcun podestà.
Più volte, l’intellighenzia elvetica ha cercato di sminuire il valore del Patto eterno, affermando che esso era stato redatto solo dopo la fondazione della Svizzera moderna e federale del 1848 e retrodatato, mentre invece degli studi hanno affermato con buona certezza che esso risale ad un periodo compreso tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XIV secolo. Non da ultimo, addirittura la società che gestisce il praticello del Grütli afferma con leggerezza nei pannelli informativi posti nella piccola baita all’entrata del Grütli che non si può far risalire la nascita della Confederazione al giuramento che unì le tre piccole comunità dei Waldstätten nella difesa dei loro propri interessi. è preoccupante che un patto di tale importanza venga relegato a mero atto amministrativo locale o addirittura considerato come un falso! In un momento storico delicato e difficile per la sovranità del nostro paese, posto sotto continuo attacco da parte di differenti poteri forti internazionali, dovremmo invece prendere a modello questo patto di fratellanza in difesa della libertà contro le minacce di aggressione esterna, opponendo alle pressioni politiche ed economiche dell’Unione europea e ai tentacoli dell’imperialismo yankee, la Willensnation Svizzera.
Questo 1° agosto deve essere dunque il momento per ricordare la volontà del nostro paese di essere unito non dal sangue come altre patrie, ma dalla consapevolezza di difendere gli interessi di quattro comunità linguistiche, di quattro culture e di quattro nazioni per garantire ai nostri figli la possibilità di adottare leggi, eleggere giudici o attuare politiche economiche in totale indipendenza, come avvenuto dal 1291 fin quasi ai giorni nostri.
Agli Svizzeri liberi, il Patto eterno sia quindi un appello a rinnovarne i contenuti, affinché i suoi insegnamenti non vadano perduti e restino sempre saldi nella memoria di ogni Cittadino.