Abbiamo interpellato alcuni interlocutori ai quali abbiamo chiesto:
- Il governo cantonale propone un taglio lineare del 3.5% sui sussidi di cassa malati, quale misura di risparmio, escludendo i beneficiari di prestazioni LAPS e di prestazioni complementari all’AVS-AI. SI è da poco saputo che il Ticino per il 2013 dovrà già far fronte ad aumenti medi del premio di cassa malati tra l’1.1% e il 2.3% (giovani adulti). Ovviamente, trattandosi di aumenti medi, ci sarà chi dovrà fare i conti con rincari decisamente superiori alle cifre indicate. Un aumento di premio in Ticino risulta ingiustificato, ci sarebbero stati al contrario i presupposti per una diminuzione. Come valutare allora, in questo contesto, la proposta di taglio ai sussidi avanzata dal CdS, che andrebbe a gravare ulteriormente il costo dell’assicurazione malattia per decine di migliaia di ticinesi, già colpite dall’ingiustificato aumento di premio?
Premesso che operare dei tagli nella socialità è sempre doloroso, va comunque rilevato che per contenere il deficit verosimilmente previsto da preventivo 2012 il Consiglio di Stato chiederà sacrifici a tutti, dai Dipartimenti, agli impiegati statali, agli Enti locali. Non vogliamo certo fare la fine di Grecia, Spagna e altri paesi dell’UE dove, dopo anni di spese folli, si deve ora stringere la cinghia oltremisura. Il taglio del 3.5% sui sussidi di cassa malati rientra dunque in quest’ottica di contenimento delle spese. C’è però da assicurarsi che quanto previsto dal preventivo si attendibile e non nasconda poi un “tesoretto” in sede di consuntivo che se accertato prima avrebbe evitato i tagli!
A mio parere, l’accento va piuttosto messo sui continui aumenti dei premi di cassa malati. Non c’è da rallegrarsi di un aumento tra l’1.1 e il 2.3% nel nostro Cantone, come invece ha fatto il DSS, il quale dovrebbe operare affinché al Ticino siano riconosciuti premi più bassi che rispecchino la realtà, in particolare alla luce delle consistenti riserve accumulate.
Luca Paltenghi
Assistente parlamentare UDC Ticino