Pari opportunità o inutili doppioni?

Nell’infuocato dibattito che ruota attorno all’iniziativa “Per un’AET senza carbone” e al relativo controprogetto, sta passando del tutto inosservato il secondo tema in votazione, ovvero l’introduzione nell’articolo 4 della Costituzione cantonale di un nuovo capoverso relativo alle pari opportunità per i cittadini; di conseguenza la sua adozione rischia di passare come una lettera alla posta.

Mi permetto però di sollevare qualche perplessità in merito all’utilità di questo capoverso dal seguente tenore: “Il Cantone promuove le pari opportunità per i cittadini”. Il nostro Cantone promuove già attivamente le pari opportunità tramite l’Ufficio della legislazione, delle pari opportunità e della trasparenza. Tra le altre cose, questo ufficio si occupa di (riporto testualmente) “promozione, conformemente alla Costituzione federale e alla Costituzione cantonale, delle pari opportunità fra i sessi, in particolare attraverso: l’informazione, la sensibilizzazione, la partecipazione all’elaborazione di leggi e raccomandazioni e la collaborazione sia a livello intercantonale sia con i servizi federali”. Quali esempi di aree d’intervento vengono citati “l’uguaglianza giuridica e le pari opportunità nella vita professionale”.

Nell’opuscolo di presentazione della votazione, è indicato che la norma ha unicamente un valore programmatico, che si rivolge al legislatore, e che non conferisce alcun diritto soggettivo al singolo cittadino. Non è chiaro quindi quale sia lo scopo di questa nuova norma priva di una vera portata pratica, se non quello di ripetere quanto già previsto dalla Costituzione federale all’articolo 8, ovvero il principio dell’uguaglianza giuridica e il divieto di discriminazione. Questo articolo oltretutto garantisce al cittadino un diritto soggettivo ed è dunque più utile perché, a differenza della nuova norma, permette anche di contestare la validità di leggi in conflitto con questi principi. Inoltre, per garantire le pari opportunità vi sono altri strumenti legislativi efficaci come gli obiettivi sociali menzionati all’articolo 14 della Costituzione cantonale e la Legge federale sulla parità dei sessi, tanto per menzionare due esempi.

Mi si potrà dire che l’introduzione di questa norma nella Costituzione cantonale in fondo però non faccia alcun male. Vero, ma non è una giustificazione per riempire di doppioni la Costituzione e per continuare magari in futuro su questa strada, intasando gli ordini del giorno già abbastanza carichi del Gran Consiglio e mettendo in votazione temi che non apportano nulla, se non uno spreco di denaro pubblico, e che generano illusioni nel cittadino. Ecco perché il prossimo 5 giugno voterò NO all’introduzione nella Costituzione cantonale di un nuovo capoverso all’articolo 4 relativo alle pari opportunità per i cittadini.

Luca Paltenghi

Segretario generale Giovani UDC Svizzera