SÌ al divieto di dissimulare il volto!

Tra i temi in votazione il prossimo 7 marzo quello che ha sicuramente un impatto più forte nell’opinione pubblica è l’iniziativa “Sì al divieto di dissimulare il proprio viso”. Sul modello di quanto già in vigore in Ticino dal 2016 e, più recentemente nel Canton San Gallo, lo scopo è quello di vietare la dissimulazione del proprio volto nei luoghi pubblici. Va da sé che vi sono alcune eccezioni chiaramente indicate: il divieto non si applica nei luoghi di culto, mentre la legge può prevedere eccezioni per motivi inerenti alla salute, alla sicurezza, alle condizioni climatiche e alle usanze locali.

Ciononostante, tra gli argomenti contrari all’iniziativa se ne possono sentire alcuni piuttosto fantasiosi e chiaramente fallaci. L’iniziativa, dicono, è controproducente, perché l’attuale situazione pandemica ha dimostrato la necessità di coprirsi il viso con la mascherina. Niente di più falso perché l’iniziativa prevede appunto l’eccezione per motivi inerenti alla salute, come è purtroppo il caso in questo periodo.

Un’altra delle argomentazioni contro l’iniziativa, propugnata addirittura dal Consiglio federale nell’opuscolo informativo, è che essa nuocerebbe al turismo. Si tratta di uno spauracchio già utilizzato nel 2013 con scarso successo quando i ticinesi accettarono l’iniziativa cantonale lanciata da Giorgio Ghiringhelli: nel nostro Cantone non vi è stato un fuggi fuggi di turisti provenienti da paesi musulmani e la stragrande maggioranza di essi rispetta il divieto.

L’iniziativa, peraltro ispirata da leggi in vigore anche in paesi esteri promosse ad esempio da rappresentanti socialisti, progressisti e laici come l’ex primo ministro francese Manuel Valls, persegue invece un duplice obiettivo.

Innanzitutto essa difende il diritto di mostrare il proprio volto in pubblico, che è un elemento centrale della parità di diritto, affermando chiaramente che nessuna donna può essere obbligata ad indossare il velo integrale (burqa). Il velo integrale è infatti il simbolo di un islam politico e non religioso, il simbolo di un attacco ai fondamenti democratici del nostro Paese oltre che un attacco alle donne musulmane stesse.

Inoltre l’iniziativa vuole proibire chiaramente anche la dissimulazione del viso per motivi criminali. L’applicazione della stessa a livello nazionale contribuisce ad uniformare le varie regolamentazioni, contribuendo ad una maggiore certezza del diritto e dando un chiaro strumento agli organi incaricati della sicurezza per contrastare i criminali che si coprono il volto.

Per salvaguardare lo stato di diritto svizzero e tutelare i diritti delle donne musulmane nel nostro Paese occorre quindi votare un chiaro sì all’iniziativa per il divieto di dissimulare il proprio viso.

Luca Paltenghi

Presidente UDC Regione Malcantone

Corriere del Ticino, 20.02.2021